Non starò a raccontarvi delle storie

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asini

Ieri verso la fine del pomeriggio io leggevo fuori, il mio fidanzato lavorava in casa. C’era silenzio, che qui è un luogo molto riparato. Oltre la nostra siepe di salici ho sentito come un fruscio, un piccolo rumore metallico; ma io sento sempre dei suoni strani, quindi ho deciso di non farci caso. Poi di nuovo. Poi di nuovo più forte e continuativo. Allora accidenti mi sono alzato, -delle persone-, mi sono detto, anche se qui davanti non passa mai nessuno, salvo quattro volte l’anno il contadino sul trattore che ara e semina e falcia. Ma mai nessuno a piedi.

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Due asini! Erano due asini! Erano troppo grandi per essere delle persone e troppo insolenti da cercare così di passare fra i salici. Due asini!

Tutto insieme: mi sono alzato per andarli a vedere, sono rimasto fermo per non spaventarli e non farli scappare, ho gridato al mio fidanzato ma piano per non spaventare anche lui, allora sono entrato in casa per dirglielo e sono andato piano piano verso gli asini, che però si sono spaventati lo stesso, intanto il mio fidanzato andava a mettersi le scarpe, -prendili-, mi diceva, e gli asini sono scesi giù dalla strada, e io dietro, con un mazzo di erba in mano, anche se c’è erba dappertutto.

Gli asini sono gli animali più belli del mondo.

Io non è che ami così tanto gli animali, i cani, i gatti, i cavalli mi fanno un po’ paura, le mucche sono belle, ma qui in Piemonte le tengono sporchissime, mi piacciono le caprette, odio le scimmie, certo, gli orsi sono bellissimi, soprattutto quelli bianchi, o i ghepardi, i ghepardi sono magnifici, ma sono animali da tv. Gli animali quelli che si vedono e che si toccano mi lasciano un po’ indifferente, anzi un po’ mi disturbano.
Ma gli asini.
Mi accorgo che non li considero animali, con quelle orecchie con cui parlano e volano.

Li abbiamo raggiunti. Io stavo all’inizio un po’ distante perché non ho la pratica. Il mio fidanzato invece ha avuto dei cavalli così sapeva fare quei suoni strani con la bocca, ed essere calmo calmo.

Non osavo avvicinarmi. Lo volevo così tanto che loro si spostavano subito. Poi ho imparato, e anche loro hanno preso confidenza.

Non sapevamo di chi fossero, così siamo andati su per una valletta dove ci sono delle cascine, a chiedere, a suonare, per chiedere se qualcuno aveva perso due asini. Sembravamo una fuga in Egitto. Lenti lenti, peregrini, coi nostri asini che volevamo tenere per sempre. E le poche persone per strada ci chiedevano, ma nessuno che desse soluzioni. E niente, non s’è trovato nessuno di cui fossero. Li abbiamo portati a casa.

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(Prima siamo passati dalla nostra vicina, che sempre dice che vorrebbe degli asini, e le abbiamo gridato di uscire, che avevamo il regalo per il suo compleanno; lei è uscita con il suo piccolo cagnolino e non ci credeva, e non capiva, e noi eravamo contenti, con gli asini, il sole che iniziava ad abbassarsi, e che ridevamo).

Li abbiamo legati nel giardino, ma non li si poteva tenere, si ingarbugliavano nelle corde, non volevano stare. Così ho chiamato la Polizia Municipale, e un signore è cascato dalle nuvole e non sapeva cosa dire se non -provi domani che c’è il comandante-.

Allora la nostra vicina, il suo minuscolo cane e il mio fidanzato sono rimasti con gli asini e io col motorino sono andato a cercare i proprietari. E ho girato e chiesto e girato e alla fine ho trovato una coppia che mi ha detto sono del signore che sta qui di fianco. Ma il signore non c’era.
Gli asini però non li si poteva più tenere, e volevano tornare a casa, verso di lì tiravano.

Li abbiamo accompagnati, che le macchine non facessero loro del male. Ormai li tenevo io, anzi solo quello più grande. Il piccolino ci veniva sempre dietro, non si allontanava mai dal grande. Era una femmina mi ha detto poi il mio fidanzato stupito della mia sprovvedutezza nei confronti degli animali. Ma non ne ho mai avuti, e in Disney il sesso degli animali si vede dalle ciglia.

Li abbiamo lasciati lì, vicino al loro, forse, terreno. Venuti via abbiamo incrociato delle macchine e uno diceva sono del mio vicino, e ha chiamato un’altro che gli ha detto vengo a prenderli e noi siamo stati più contenti.

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Questa mattina, verso le 6 e mezzo, io mi sono alzato, e li ho sentiti ragliare.

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