Non starò a raccontarvi delle storie

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Walt Disney aveva torto

Domenica col mio fidanzato abbiamo estirpato tutti i giaggioli del giardino, per dividerli e ripiantarli, che ormai crescevano uno sull’altro e fiorivano poco.
Anche se la mancanza di pioggia sta rendendo questo autunno tardivo un po’ inquietante (e la terra è dura come sasso e bianca) stare fuori, seduti al sole, a pulire, separare, scegliere i rizomi era tanto bello.

C’era silenzio, e la luce dell’autunno ha una dolcezza tutta sua. Lavoravamo più o meno in silenzio, ciascuno sul suo mucchio, poi è arrivato un pettirosso.

Tutto solo zampettava un po’ distante, ma stava nei paraggi.

Lunedì il mio fidanzato era al lavoro e io a casa e il pomeriggio ho proseguito io a pulire i giaggioli, che ce n’era una montagna, e il pettirosso è tornato.
Allora io, come tutte le persone dotate di una buona educazione, ho provato a parlare con lui, naturalmente cantando e fischiettando, come avevo imparato nei film di Walt Disney.

Ho provato con le canzoni di Cenerentola, di Biancaneve e della Bella Addormentata, ma sempre il pettirosso scappava!

Il giorno dopo, martedì, ero di nuovo lì che pulivo i giaggioli ed ecco che il pettirosso torna frullando le ali nell’aere!

Ma non ho ceduto questa volta all’educazione imperialista e falsa che mi era stata impartita!

Così, pur sentendomi un po’ sminuito nel farlo, gli ho parlato nella sua lingua.

 

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