Non starò a raccontarvi delle storie

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Video Art: An Anthology / Pietro Grandi

[Intento di FN è stato, da subito, quello di costruire archivi; dei fondachi di materiali che trasportassero in rete quel che la rete fa sparire: la carta. C’è una separazione radicale e mal segnata fra il cartaceo e il virtuale. In rete se si cerca la carta non la si trova, si trovano le parole che la carta portava su di sè, ma niente che ci dica dove fossero quelle parole, che aspetto avesse l’oggetto che le conteneva. Chi volesse studiare ora editoria in rete trova ben poco, se non parole, che non bastano. Questa nuova serie, Futureworld, a cura di Pietro Grandi, interpreta al meglio quell’intento che FN insegue da sempre. (N.d.D.) ]

Futureworld 

di Pietro Grandi

4. Video Art: An Anthology

 

Ira Schneider and Beryl Korot, “Video Art: An Anthology”, New York: Harcourt Brace Jovanovich, 1976

“Come il collage ha rimpiazzato la pittura a olio, così il tubo catodico rimpiazzerà la tela.”

(Nam June Paik)

Dopo l’ultima pubblicazione di Radical Software nel 1975, rivista legata al movimento sociale dei nuovi media, targata Raindance Corporation, Schneider e Korot scrissero un’antologia per precisare e unire i pensieri e le opere degli artisti del nuovo movimento visivo.

11mila copie copie vendute; il testo esponeva saggi, descrizioni e foto delle varie installazioni dei 70 videoartisti del videotape, quali Wulf Herzogenrath, Douglas Davis, John Hanhardt, David Ross, Willoughby Sharp, Peter Frank, David Antin, Frank Gilette, Davidson Gigliati, Vito Acconci, Ant Farm, Ed Emshwiller, Nam June Paik, Woody Vasulka, Bill Viola.

 

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