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Venezia, Biennale Architettura 2010 (un problema di scala)

Siamo stati a Venezia qualche giorno, per la Biennale Architettura.

Posati i bagagli -stavamo agli Armeni- siamo andati a fare un giro. Dal ponte dell’Accademia abbiamo guardato verso i Giardini della Biennale -di solito di fronte all’entrata troneggia una qualche opera, a segnare anche da lontano la Biennale in corso.

Atraccata alla Riva dei Sette Martiri stava una immensa nave da crociera. Gigantesca, alta il doppio, forse il triplo, di ogni casa dei dintorni, chiudeva la vista e spezzava ogni rapporto di scala fra la città e l’acqua, le persone, i ponti, gli alberi.

venezia, 30.10.2010, vista dal ponte dell'Accademia, verso Riva degli Schiavoni

Il giorno dopo era scomparsa, partita al mattino.

Il giorno ancora dopo, usciti dai Giardini all’ora di chiusura, stremati dalle troppe cose viste, sotto una pioggia battente che poco più in là stava facendo danni tremendi, al fondo del viale davanti al Padiglione Italia, canocchiale visivo contornato dagli alberi che punta verso l’isola di San Clemente, c’era un muro tutto di lumini e oscuro che si muoveva lento, ancora una nave, che faceva sembrare fragili e ridotti a solo decoro, noi, i Giardini, Venezia.

La Mostra quest’anno ci è parsa mediocre, ma quell’abnorme carico di persone in vacanza, grumo gigantesco che riduce il viaggio al solo vedere, spogliato dall’aura magica del Rex felliniano, quei muri altissimi e semoventi, ostili all’intorno, ci è sembrato il padiglione meglio riuscito e più significativo.

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