Tristan Garcia / LA PARTE MIGLIORE DEGLI UOMINI. Guanda 2011
È in libreria
La parte migliore degli uomini
di Tristan Garcia
traduzione di Marcella Uberti-Bona
grafica di Guido Scarabottolo
297 p. ; 18 €
Guanda -Narratori della Fenice, Parma 2011
Con in copertina l’affiche che Andy Warhol fece per il film Querelle di Fassbinder (1982), pubblicato in Francia da Gallimard nel 2008, arriva ora in Italia da Guanda, nella traduzione di Marcella Uberti-Bona, La parte migliore degli uomini (La meilleure part des hommes), di Tristan Garcia.
Tre maschi raccontati da una femmina, giovani nella Parigi degli anni ’80 e poi invecchiati nei ’90. L’AIDS -le SIDA, come si dice in Francia-, il ventennio della gioia e della dissoluzione nel lutto, questo cerca di raccontare Tristan Garcia, giovane studente e professore di filosofia, nato a Tolouse nel 1981.
Nell’intervista che potete trovare qui sotto Tristan Garcia racconta che La parte migliore degli uomini rappresenta un tentativo di colmare quello che era per lui una sorta di “bianco”, un decennio, vissuto nell’infanzia, che, una volta adolescente sembrava essere imprendibile:
“ho letto American Psyco di Bret Eston Ellis e avevo l’impressione di questa specie di grande bianco, fra, possiamo dire, il 1979 e la caduta del Muro, nel 1989, e mi sono chiesto: ma cosa è successo? […] e per me e per la mia generazione era molto importante, perché eravamo quelli che venivano dopo […] venivamo dopo questa specie di vuoto, e non sapevamo cosa fare. […] il primo obbiettivo è stato tentare di fare qualche cosa su questi anni di vuoto […] il secondo livello è stato dirmi beh, ci sono delle persone alle quali sarà ben successo qualcosa in quel periodo: [ed era] la comunità gay”.
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Guanda in quarta non lesina entusiasmi
La repubblica, in occasione dell’uscita, riassume: “Romanzo sociale che racconta senza sconti la comunità gay parigina degli anni ‘ 80. Gli anni dell’ Aids, dramma privato e pubblico. Caso editoriale in Francia, 70mila copie vendute. di Tristan Garcia Guanda Pagg. 308, Euro 18″
Internazionale traduce una recensione di Alexander Nazaryan: […] frenetico, piuttosto conciso e scorrevole […] Parla degli anni ottanta come di “un deserto culturale, fatta eccezione per la tv, le teorie del libero mercato e l’omosessualità occidentale”, e sintetizza la diffusione dell’aids con tipico cinismo francese: “Qualcuno moriva, qualcuno protestava, altri si proteggevano, altri ancora elargivano donazioni” […] Garcia conosce bene le correnti di pensiero che hanno animato il recente dibattito filosofico francese, ed è tanto abile da essere irriverente e delicato nello stesso paragrafo. Ma deve scavare più a fondo nel cuore umano […].





