Non starò a raccontarvi delle storie

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Torino, G8 dell’Università, feriti, fumogeni, scontri, idiozie

Ammetto di sapere poco delle ragioni degli uni e degli altri, e se la Polizia è stata più cattiva di quel che avrebbe dovuto e se fra chi manifestava ci fosse chi era lì solo per cercare lo scontro, fatto sta che in una Torino inondata di sole oggi e bella forse anche perché un po’ vuota per prudenza di chi s’è detto beh, magari ci vado domani e non oggi, due righe di strade erano colme dei fumi dei fumogeni, e su tutti rombava un elicottero che sempre evoca i peggiori pensieri e inquietudini, leggo poi che ci sono stati feriti e contusi e tutto il solito squadernamento retorico della guerriglia urbana agito da tutti gli attori in campo che vien noia solo a sentirne un secondo. Penso anche che le ragioni degli uni e degli altri potranno pure essere sacrosante, ma che anche quelle del GayPride dell’altro giorno lo erano e ancora di più e di più e di più, però lì c’è stata festa, negozi aperti e tutti/e contenti/e senza recedere d’un millimetro sulle proprie ragioni e rabbie. Quindi ancora di più quelli che si mettono il passamontagna il casco e si sentono fighi perché danno un giro a un cassonetto non hanno ai miei occhi alcuna giustificazione nè mi stanno simpatici.

Detto questo, mentre in Via Madama Cristina dove stazionava ancora un po’ il fumo dei lacrimogeni, la mia amica Camilla ed io abbiamo visto appiccicato sul muro questo foglio, che ci ha fatto molto ridere. Chi l’abbia appiccicato non sappiamo, nè, veramente fino in fondo, cosa voglia dire, ma comunque ci ha fatto, e ancora mi fa, ridere.

G8 dell'Università a Torino

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