Non starò a raccontarvi delle storie

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Suzanne Rivecca / Death Is Not an Option / Jaya Miceli

Cartoline da nyc. 8

(se mi va bene e FN che vuol far sempre il riservato non se ne accorge, per una volta ci sono anch’io: la scarpa che si vede sulla sinistra: sono io in persona)

Cover parade. 6

Suzanne Rivecca, Death Is Not an Option; jacket design: Jaya Miceli

Suzanne Rivecca / Death Is Not an Option / Jaya Miceli. Copertina (part.)

Non è sempre vero in tutto il lavoro di Jaya Miceli, grafica molto duttile e Associate Art Director per Penguin Group USA, ma anche qui, come si era detto per il lavoro di Christopher Brand qualche cartolina fa, possiamo parlare di dialogo fra illustrazione e titolo come base comunicativa della copertina.

Qui è però particolarmente evidente quanto sembri giocarsi tutto all’esterno del libro, sulla sua superficie rivolta al pubblico.

Pensiamo a una collezione come la BUR prima serie, per esempio.

Thomas Mann, Tonio Kröger (trad. di Remo Costanzi). BUR, Biblioteca Universale Rizzoli 1954; copertina (part.)

(attiva dal 1949 al 1972 -uscirono più di 900 volumi- nella forma del Kröger della foto; volumi piccolini, in brossura, copertina appena più pesante delle pagine interne, carta grigio-verdina -ma il verde si è conservato soltanto nelle copie tenute al buio- indicazione dell’autore, del titolo, in Bodoni -Times all’interno-, numero d’uscita sul dorso. Nessuna variazione per 900 volte; sin il prezzo ribadiva la serialità del programma: era stabilito in base al numero delle pagine, 50 lire ogni 100, poi portate a 60. Questo il programma editoriale che si trovava in coda al testo, seguito dall’elenco degli ultimi volumi usciti: “La BIBLIOTECA UNIVERSALE RIZZOLI in una serie di accurati volumi, si propone di mettere alla portata di tutti le opere capitali antiche e moderne di ogni letteratura, nonché opere di cultura e di divulgazione particolarmente significative. Sue caratteristiche sono: | selezione accurata dei testi, desunti dalle più autorevoli, moderne e complete edizioni critiche, e tutti integrali; | preparazione rigorosa delle traduzioni, sempre integrali, fedeli e controllate, quasi tutte espressamente eseguite e conformi al gusto moderno; | aggiornatissime note introduttive, annotazioni, appendici, bibliografie, indici e repertori di ogni genere; | diligente cura della composizione e della stampa, formato tascabile; | il prezzo di vendita più economico consentito dal mercato italiano”) (a latere mi si lasci sottolineare il delizioso “quasi tutte”)

Qui tutto si gioca all’interno, oltre la soglia, all’interno della copertina, dove si trovano il testo e gli apparati (che in copertina non sono segnalati, come le responsabilità per la traduzione o la curatela), e all’interno della collana, dove ogni testo va a comporre via via una descrizione del mondo, com’è proprio di una Biblioteca Universale, inserendosi nell’elenco dei titoli in coda al testo. Unico segno all’esterno è la numerazione, sul dorso, che immediatamente individua il volume come parte di una serie più ampia, laddove la consuetudine alla copertina non l’abbia già segnalato al pubblico. Il numero d’uscita inoltre allude al contempo all’idea di completezza, e segna una probabile mancanza, degli altri titoli, dell’intero, di un mondo che nel dopoguerra doveva ridescriversi.

Ordine, cadenza, programma, intenti: questo era l’esterno al testo, che la composizione lapidaria della copertina rispettava e proteggeva, e a cui il numero sul dorso dava fondamento e prospettiva.

Niente di più lontano da tutto ciò la copertina di Death Is Not an Option di Jaya Miceli.

La copertina qui è bastevole a se stessa. Unici pertugi attraverso cui arrivare al testo, o attraverso cui il testo può filtrare verso l’esterno, i quattro piccoli cerchi da spuntare, ai quali il titolo, in basso, risponde. La copertina si legge in verticale, si propone in termini enigmistici, il disegno nella sua povertà incerta può derivare da una rivista di giochi. È come divisa in tre episodi, che lo sguardo scopre successivamente uno all’altro, facilitato dalla costruzione a piramide. Le parentesi grafiche -che non compaiono in un’altra edizione dello stesso testo, isolano il titolo riducendolo a via per la risoluzione. Il sottotitolo gioca una divertente funzione, è come se apponesse una specifica al processo che si è fatto per arrivare sin lì. Sono quelle che si è immaginate nel vagliare le possibili opzioni fra le quattro, nel connettervi il disegno, nell’escludere la morte come ipotesi praticabile, le storie di Suzanne Rivecca.
La cornice sottile ribadisce la natura di episodio narrativo alla composizione, e a suggello ironico lo strillo editoriale è scritto in basso, al contrario, come tradizionalmente si fa nei giochi enigmistici. “Ferociously intelligent… a rare pleasure”.

Suzanne Rivecca / Death Is Not an Option / Jaya Miceli. Copertina (part.)

È come tutto si fosse già svolto, il testo sarà Ferociously intelligent come la copertina?

Su Design : related trovate ampia documentazione del lavoro di Jaya Micheli

Su Covered Up Blog, il blog di Book Designers, trovate un’intervista a Jaya Miceli, lunga e articolata, e illustrata con molte sue copertine (compresa quella famosa per la traduzione in inglese del Principe di Machiavelli, ardita, e quella, divertente, per il Proust di White); sempre su Covered Up Blog trovate altre copertine di Jaya Miceli, riunite per illustrare il suo uso del colore.

Sul sito della npr trovate, oltre ad un articolo su Death is Not an Option e la sua autrice, anche un’altra copertina, non brutta, ma meno interessante, per un’altra edizione.

Cercando informazioni credo di avere capito che James Gavin, indicato come Author Photo nel colophon, è autore del ritratto fotografico di Suzanne Rivecca che deve essere o in quarta o sul risvolto; sempre cercando ho anche visto che sono fidanzati, ecco.

Suzanne Rivecca / Death Is Not an Option / Jaya Miceli. Colophon (part.)

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