26: ALAIN ROBBE-GRILLET / Topologia di una città fantasma
Alain Robbe-Grillet, TOPOLOGIA DI UNA CITTÀ FANTASMA. Guanda 1983. Prosa contemporanea 26.
Alain Robbe-Grillet, Topologia di una città fantasma, Guanda, Milano 1983. 141 pp.; 20 cm x 12 cm; (Prosa contemporanea 26)
Titolo originale: Topologie d’une cité fantôme
Traduzione di Roberta Maccagnani, Lina Zecchi
Brossura con bandelle
Alla copertina: Paul Delvaux, La nascita del giorno, 1937.
Stampa: settembre 1983
Stampatore: Edigraf s.n.c. S. Giuliano Milanese
Copyright by Les Editions de Minuit, Paris, 1976
© 1983 Ugo Guanda Editore S.p.A, via Daniele Manin 13, Milano
Lire: 12.500
Copia in ottimo stato.
[M. M.]
Alla bandella di copertina:
Come negli altri suoi libri, anche in Topologia di una città fantasma Alain Robbe-Grillet coinvolge il lettore nel gioco attivo dell’intelligenza e lo invita a svolgere in prima persona l’indagine che porterà alla soluzione dei numerosi enigmi disseminati nel testo. Nel caso del presente romanzo l’oggetto dell’inchiesta è, come dice il titolo, una «città fantasma», cioè un’antica città che sembra avere ospitato, nel corso di epoche diverse, numerose popolazioni. Le stratificazioni lasciate da ciascuna di esse (una topografia particolare, una storia segnata da cataclismi o da massacri e invasioni, la panoplia degli utensili e dei segni) si sovrappongono, si compenetrano, si annullano mutualmente. Ma la prigione per prostitute minorenni, gli harem, i lupanari, i teatri dove viene rappresentato sempre lo stesso dramma allusivo, sembrano nascondere (o più spesso mettere apertamente in scena) un identico crimine rituale. In questo paesaggio onirico di rovine si aggira un narratore dall’identità incerta e sospetta, che potrebbe essere tanto l’autore del crimine quanto un archeologo imbattutosi in un atroce segreto da portare alla luce. Utilizzando temi e situazioni tipici della cultura popolare (dalla narrativa poliziesca alle riviste porno-sadiche) Robbe-Grillet «smonta» gli stereotipi di un intero repertorio dell’immaginario collettivo e i fantasmi che attraversano la società contemporanea per restituire al lettore la libertà dell’immaginazione individuale.
Alla bandella della quarta di copertina:
Nato a Brest nel 1922, Alain Robbe-Grillet è da quasi trent’anni una delle personalità di maggiore spicco della letteratura contemporanea. Esordi nel 1953 con il romanzo Les gommes (Le gomme), che attirò subito l’attenzione della critica più aperta alle nuove ricerche narrative ed ottenne il premio Fénéon. Successivamente lo scrittore ha pubblicato altri nove romanzi, una raccolta di novelle e un libro di saggi. Tra le sue opere ricordiamo: La jalousie (La gelosia), 1957; Dans le labyrinthe (Nel labirinto), 1959; Instantanés (Istantanee), 1962; Projet pour une revolution à New York (Progetto per una rivoluzione a New York), 1970; Souvenirs du triangle d’or (Ricordi del triangolo d’oro), 1978. A partire dal 1963, con L’immortelle (L’immortale), Robbe-Grillet si è dedicato anche alla regia cinematografica; altri suoi film sono: Trans- Europ-Express, 1966; L’Eden et après (Oltre l’Eden), 1971; Le jeu avec le feu (Giochi di fuoco), 1975; La belle captive (La bella prigioniera), 1983. Topologie d’une cité fantôme (Topologia di una città fantasma) è stato pubblicato in Francia nel 1976. Sempre presso Guanda, nel 1981, è uscito Djinn, romanzo che ha ottenuto il premio Mondello per la narrativa straniera.

