Non starò a raccontarvi delle storie

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Quodlibet (saluti dal Salone del Libro di Torino 2011)

Salone del libro di Torino 2011, Quodlibet, 2

In una cartolina di qualche giorno fa
ho scritto
Hacca a mio vedere, insieme a Isbn, minimum fax e 66thand2nd,
forma il quartetto delle case editrici italiane, fra le medie,
più belle, intelligenti, coerenti.
E lo sapevo che facevo una sciocchezza.
Che quando s’elenca si tralascia.
Che le liste e gli elenchi e le hit sono una scemenza adolescenziale
(sì, penso a Fazio e Saviano e Hornby).
O almeno: se sono a muzzo, chi se ne importa
parlano solo di chi le fa
e uno può dire: chi se ne importa.
Ma se hanno anche una solo vaga tensione verso un contenuto informativo
devono essere fatte bene.
E Quodlibet?
Che sono più bravi dei bravi?
Che vergogna.
Già allo stand hanno fatto tanti complimenti a FNlibri che FNlibri è diventato rosso come una spremuta di peperoni
e poi. Sarà che la spremuta di peperoni offusca la mente.
Sarà che Quodlibet è meno pop delle altre quattro.
Sarà che mi sono fatto una tampa
come dicono qui in Piemonte e punto.
Bene, fatta pubblica ammenda
rimando ad altra sede il parlare di una loro collana
nuovissima
Vademecum (progetto grafico di Anita Horn, tre titoli all’anno, un’apertura della casa editrice a temi e modi
diversi dalla linea consueta),
e mando una cartolina con invece
la Biblioteca Studio
6 titoli fra il 2007 e il 2008
e poi niente.
FNlibri, al colmo della confusione,
l’ha presa per una collana nuova,
che, vergogna, non la conosceva.
E subito s’è intristito
per il fatto che non abbia proseguito,
perché si diceva:
ma quant’è bella?
Andatevi a vedere i titoli
e rallegratevi delle sue copertine puntiniste.

Un saluto,
a presto
FNlibri

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