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Quentin Bell / Virginia Woolf, mia zia. La Tartaruga 2011. (segnalazione)

È in libreria
Virginia Woolf, mia zia
di Quentin Bell

Traduzione di Marco Papi
Art Director: Mara Scanavino

552 p. ; 22 €
La Tartaruga edizioni -Saggistica, Milano 2011

Quentin Bell, Virginia Woolf, mia zia, La tartaruga edizioni 2011; art director Mara Scanavino, alla cop.: "Virginia Woolf ritratta da George Charles Beresford; cop. (part.), 1

Scomparso da tempo dalle librerie torna ora con il marchio La Tartaruga edizioni (gruppo Baldini Castaldi Dalai editore) un testo che seppur criticabile per omissioni e parzialità resta fondamentale nella bibliografia di memorie intorno a Virginia Woolf.

Quentin Bell, Virginia Woolf, mia zia, La tartaruga edizioni 2011; art director Mara Scanavino, alla cop.: "Virginia Woolf ritratta da George Charles Beresford; q. di cop.. (part.), 1

Lo aveva pubblicato Garzanti nella medesima traduzione di Marco Papi nel 1974 (come correttamente si indica nel colophon, dimenticando, certo, di nominare l’editore: si da solo l’anno), nella collana “Saggi”, blu e austera tanto quanto è invece leziosa questa edizione. È questa una deriva che capita a Woolf in questi ultimi anni, femmina e inglese: si pensa la si debba ammantare di lievi toni, di leggere sfumature, che l’avrebbero certo fatta inorridire.

Woolf è stata pubblicata moltissimo in Italia, non si può certo dire che sia trascurata, ma il disordine e l’incoerenza con la quale è stato fatto è sconcertante.

Tutti gli editori hanno un po’ di Woolf, e il pubblico italiano ha anche la fortuna di avere un fantastico Mammut woolfiano di Newton Compton (che comprende: La crociera; Notte e giorno; La camera di Jacob; Mrs Dalloway; Gita al faro; Orlando; Le onde; Gli anni; Tra un atto e l’altro)

Quentin Bell, Virginia Woolf, mia zia, La tartaruga edizioni 2011; art director Mara Scanavino, alla cop.: "Virginia Woolf ritratta da George Charles Beresford; cop. (part.), 4 Quentin Bell, Virginia Woolf, mia zia, La tartaruga edizioni 2011; art director Mara Scanavino, alla cop.: "Virginia Woolf ritratta da George Charles Beresford; cop. (part.), 5 Quentin Bell, Virginia Woolf, mia zia, La tartaruga edizioni 2011; art director Mara Scanavino, alla cop.: "Virginia Woolf ritratta da George Charles Beresford; cop. (part.), 6 Quentin Bell, Virginia Woolf, mia zia, La tartaruga edizioni 2011; art director Mara Scanavino, alla cop.: "Virginia Woolf ritratta da George Charles Beresford; cop. (part.), 7 Quentin Bell, Virginia Woolf, mia zia, La tartaruga edizioni 2011; art director Mara Scanavino, alla cop.: "Virginia Woolf ritratta da George Charles Beresford; cop. (part.), 8 Quentin Bell, Virginia Woolf, mia zia, La tartaruga edizioni 2011; art director Mara Scanavino, alla cop.: "Virginia Woolf ritratta da George Charles Beresford; cop. (part.), 9

Einaudi a un certo punto (nel 1979) cominciò a pubblicare l’epistolario nei “Supercoralli” (operazione attestata al volume titolato Falce di luna, nel 2002, con le lettere dal 1932 al 1935: manca ancora il sesto, Leave the Letters Till We’re Dead), poi nel 1995, nella collana “Scrittori tradotti da scrittori” pubblicò la versione de Le onde di Nadia Fusini, ora negli “ET”; nel 2006 ristampò negli “ET classici” la versione di Maria Antonietta Saracino (con testo a fronte), che era uscita da Mondadori nel 2000.

Ma Woolf non è autrice Einaudi, troppo femminista, troppo seria, per la stretta tradizione maschile e eterosessuale di via Biancamano, e questo forse spiega la trascuratezza.

Naturalmente restano da tradurre i Diari, disponibili in francese, in tedesco, in spagnolo, mercati più ampi, più colti, con editori diversi.

Quentin Bell, Virginia Woolf, mia zia, La tartaruga edizioni 2011; art director Mara Scanavino, alla cop.: "Virginia Woolf ritratta da George Charles Beresford; cop. (part.), 3

Ora il gruppo Baldini Castoldi Dalai editore (o Dalai e basta? non si capisce, ci sono dizioni diverse a seconda di dove si guardi) sembra avere iniziato una via di recuperi, e sotto il marchio Tartaruga esplora Bloomsbury, quasi disegnando una linea editoriale: è uscito ora Ingannata con dolcezza, di Angelica Garnett, figlia di Vanessa Bell, sorella di Virginia (era uscito sempre per La Tartaruga, nel 1990); l’anno scorso uscì Il bastone di Virginia Woolf, di Laurent Sagalovitsch, una sorta di digressione-fantasia sul suicidio di Woolf; forse tre libri sono pochi per tracciare una linea, ma chissà.

Infine:
Il titolo della biografia-memoire che Quentin Bell scrisse intorno a Virginia Woolf si intitolava: Virginia Woolf. A Biography. Garzanti lo tradusse e titolò: Virginia Woolf. E ‘sto “mia zia“? Che sciocchezza.

Quentin Bell, Virginia Woolf, mia zia, La tartaruga edizioni 2011; art director Mara Scanavino, alla cop.: "Virginia Woolf ritratta da George Charles Beresford; cop. (part.), 2

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