Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

Pina Bausch è morta.

Che cosa tristissima. Avrei voluto vedere ancora tanti suoi spettacoli. Ne ho visti così pochi. Era diventato complicato, costoso, e sembrava che ce ne sarebbero stati altri ancora. Di suo vidi, a Bologna (credo), Palermo, che fu uno degli spettacoli a teatro che più mi sono mai piaciuti, ne fui assolutamente rapito. Vidi poi a Parigi Orfeo e Euridice, ma in un posto lateralissimo, con Juliette, all’Opera, da dove non vedevamo quasi nulla in scena, bensì riflesso sull’enorme superficie specchiante che era sulla destra della boccascena (ce n’era una sulla sinistra? chissà). E poi ancora prima il suo passaggio, silenzioso se non ricordo male, ne La nave va, di Fellini. Cafè Muller non riesco a ricordare se l’ho visto davvero o solo è l’averlo visto in video tante volte che me lo fa credere. Pina Bausch piaceva a me e piaceva a dei miei amici, che allora, anni fa, fecero poi danza, e ne riprendevano i gesti. Uno di noi era di Wuppertal, Pina era come di casa.
Le cose di Pina Bausch mi hanno sempre fatto pensare che il più era fatto. Che le cose così si dovevano fare, e che se anche io, noi, non fossimo riusciti nelle nostre c’era già qualcuno che c’era riuscito, indubitabile.
Che tristezza ora. E ho il rimpianto di non avere mai visto un suo spettacolo con il mio fidanzato amato. Sono però contento che a Parigi quest’anno lui ne abbia visto uno, anche se senza di me, che anche lui sia riuscito a vedere uno spettacolo della Zia Pina.

da TheatrotTV

Café Muller

Ancora da TheatroTV

The Man I Love

Someday, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post