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Paris, Musée des Plans-reliefs

In trent’anni che vado a Parigi non ero mai andato a Les Invalides. E questa volta ci siamo andati. Prima abbiamo visitato il Musée de l’Armée. Peccato l’attenzione più alle guerre che al lato artistico e materiale. Una sequenza infinita di armature potrebbe essere la cosa, come rischia di essere pure qui, più noiosa del mondo, ma guardate dal punto di vista delle relazioni con le arti, diventa meravigliosa. Il design, le decorazioni, i materiali, applicate nelle cose più impensate. Se non è la prima o la seconda volta che andate a Parigi, io direi che un giro è da fare. Poi il museo della prima e seconda guerra mondiale, bof, la tomba di Napoleone ecc.

Ma: meraviglia meravigliosa, di cui nulla sapevamo e che abbiamo visto per caso solo per sfuggire al sole tremendo che c’era quel giorno: il Musée des Plans-reliefs. Si raggiunge a piedi (quarto piano) a meno che non vi intrufoliate nell’ascensore riservato a persone con difficoltà motorie (beh, nessuno era in coda per usarlo…). Una grande, grandissima, sala nel sottotetto, immersa nell’oscurità che non ne vedete le pareti. Galleggianti nel buio, in teche gigantesche (ma gigantesche proprio, anche 5-6 metri di lato), immerse in una luce fioca, delle maquette, dei plastici, di paesi, città, vallate, porti. Eseguiti per motivi di servizio (una rappresentazione realistica a tre dimensioni dello stato di avanzamento lavori delle fortificazioni al loro committente, il re) sono uno stupefacente documento storico-urbanistico, e sopratutto: sono meravigliosi. Di colori tenui, resi quasi monocromi dall’illuminazione, enormi, con una cura del dettagli così esasperata da diventare astratta; vi si vede precipitata la follia tassonomica delle scienze geografiche, il precipizio infinito della misurazione, della riproduzione come al vero. La monocromia evita l’incertezza del pittoresco, l’equilibrio certo nelle rappresentazioni, per esempio, delle siepi, che non tenta di riprodurre la realtà attraverso la somiglianza ma attraverso la citazione del ritmo, l’allusione alla regolarità lenta, allontana dal sospetto di curiosità da Wunderkammer.

Discrete, su uno dei lati di ogni teca, delle foto dall’alto dei siti attuali permettono la comparazione fra i secoli.

Ecco un po’ di foto.

Musée des Plans-reliefs, Paris, luglio 2011, 11 Musée des Plans-reliefs, Paris, luglio 2011, 10 Musée des Plans-reliefs, Paris, luglio 2011, 6 Musée des Plans-reliefs, Paris, luglio 2011, 15 Musée des Plans-reliefs, Paris, luglio 2011, 14 Musée des Plans-reliefs, Paris, luglio 2011, 13 Musée des Plans-reliefs, Paris, luglio 2011, 5 Musée des Plans-reliefs, Paris, luglio 2011, 2Musée des Plans-reliefs, Paris, luglio 2011, 1Musée des Plans-reliefs, Paris, luglio 2011, 14 Musée des Plans-reliefs, Paris, luglio 2011, 14

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