Non starò a raccontarvi delle storie

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OGNI PASSIONE SPENTA, torna. Da il Saggiatore

Senza titolo

Oh che bello.
Finalmente torna
Ogni passione spenta,
di Vita Sackville-West.
Era dal 2009 che
non lo si ristampava
-era uscita sempre da
il Saggiatore, sempre nei Tascabili
che allora avevano una
veste
grafica molto più bella
questa è più banale, come è
banale
la scelta dell’immagine di
copertina-
non lo si ristampava
dicevo
dal 2008.
Quindi gaudio e giubilo.
Questa traduzione
che il Saggiatore ripropone
è del -ok, fa ridere-
1935.
Uscì da
Mondadori
nella Medusa.
Poi
nel ’42, nel ’50, nel ’74, nel ’79, nell’80, nell’87, in altre collane da Mondadori
poi da Leonardo nel ’95
infine 2008 appunto col Saggiatore,
passando per un Euroclub nell’82 e una co-edizione Mondadori-De Agostini dell’87
(dati: SBN).
Mizzega.
Sarà forse bellissima la traduzione di
Alessandra Scalero
e sarebbe divertente
confrontare le varie edizioni
per capire se l’han via via cambiata o
se è paro paro la prima.
Però, insomma: sono passati ottanta (80) anni!
e ddài!
Ma Sackville-West è passata di moda,
questo è indubbio.
Di suo prima di Natale del 2013
Elliot ha stampato
una “nuova edizione di pregio” (sic!)
di un volume chiamato
Il libro illustrato del giardino,
con foto e disegni;
(Elliot ne ha anche fatto un’edizione più economica
senza figure, e questa è una bella cosa)
il nome della traduttrice
Marta Suatoni
fa immaginare che sia lo stesso testo che
Muzzio
pubblicò col titolo
Un giardino per tutte le stagioni
nel 2009
(un’edizione bruttissima a vedersi)
tradotto da Marta Suatoni.
Stesso titolo e stessa traduttrice per
la collana
molto bella ora chiusa
“Piante e giardini”
sempre per Muzzio nel 2002
che riprendeva sostanzialmente
molti titoli della mitica
collana
che diresse Ippolito Pizzetti per Rizzoli
negli anni ’80, “L’ornitorinco”.
L’edizione “di pregio” di Elliot
in realtà
ripropone quella di Muzzio del 1991
a cura di Robin Fox Line, illustrazioni di Freda Titford e fotografie di Ken Kirkwood.
Certo che se
gli editori
e
gli spacci on-line
indicassero sempre
ovunque
il titolo originale
magari
sembrerebbero meno dei cattivi che
vogliono imbrogliarci.
La pratica del cambio di titolo
a testo immutato
va via via diventando più frequente
con buona pace
dell’idea che il lettore
si conquisti
guadagnandone la fiducia.
E tutto il resto che Sackville scrisse?
Ora si trova ancora
Passaggio a Teheran, il Saggiatore 2003
e basta.
Ma, e
Gran Canyon?
e
La signora scostumata?
e
Il signore scostumato?
e
Il diavolo a Westease?
e
Sfida?
e
Cara Virginia, che raccolse le lettere che scrisse a Wool?
e
Seduttori in Equador?
e
Il più personale dei piaceri?
e
il diavolo nel villaggio?
per dir solo quel che in italiano si tradusse.
Insomma, come sempre:
viva il mercato dell’usato.
se l’editoria italiana ha un triste presente
e un glorioso passato
internet ci rende facile
a quel passato
accedervi.
perché non farlo?

(Elliot ha anche da poco pubblicato
Il giardino, poema di Sakeville-West,
con testo inglese a fronte, traduzione di Sivia Bre, copertina tanto bella)

Un saluto da una libreria,
a presto, FN

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