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Spedita da Roma, il 7.12.2010
Saluti dalla Fiera. 24

Liberilibri

Liberilibri, Roma, Fiera +L+L, 7.12.010

É un peccato che
Liberilibri
sia mal distribuito.
Sul sito fanno anche un po’
ridere: si definiscono
“riconosciuto faro di irraggiamento del pensiero
libertario nel nostro Paese”, e
usano un bizzarro linguaggio:
“Tre i filoni in coltivazione”, per descrivere le linee programmatiche.
Ma conforta la loro presenza, la serietà,
e la furia iconoclasta che li abita:
non un’immagine troverete
sulle copertine dei loro libri.
Un sollievo.
Libri curati e ben stampati,
e un gran lavoro di scavo.
Pubblicano poco e si vorrebbe averne di più.
E non è un modo confortante
di opporsi alla deriva dei tempi
aprire una collana di “documenti fondamentali, autentici pilastri
del costituzionalismo moderno,
dalla Magna Carta alle più recenti dichiarazioni dei diritti”? (“Il monitore costituzionale“)
Lascio ancora a loro lo spazio della mia cartolina: “Un connotato specifico, che caratterizza sin dalla nascita la linea editoriale della Liberilibri, è l’affrancamento dall’assillo di pubblicare ad ogni costo un numero elevato di titoli all’anno, assillo largamente diffuso che è all’origine dell’inquinamento cartaceo provocato a volte da taluni editori”. :)
Chiudo segnalando che hanno ben tre titoli di Gertrude Stein in catalogo
e chi altri può vantarne di più?
(per dire: Einaudi, Mondadori, Rizzoli e tutto il Gruppo GeMS insieme
ne hanno: UNO -l’Autobiografia di Alice Tocklas, Einaudi, nella recente traduzione di Cesare Pavese)
loro tre. Tre: Teneri Bottoni, Geografia e Drammi e Opere ultime e drammi
(aggiungo ancora una postilla se ci sta a proposito di Gertrude Stein, guardatevi il lavoro che ne ha fatto Francesco Gagliardi, bellissimo e commovente)

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