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le merle moqueur, la libreria del 104 (Paris, 3)

Dopo la lezione di Thai Chi (vedi post precedente), abbiamo fatto un giro nella libreria del 104, “le merle moqueur” (ha anche un sito, qui), grande, ariosa, con arredi semplici, non una scelta vastissima, ma un posto dove si passa volentieri del tempo. Come molte librerie ormai fanno (soprattutto da quando è molto cambiata, sino a scomparire, la figura del libraio o della libraia, che riuniva la posizione di proprietario/a, di appassionato/a, di negoziante) anche chez “le merle moqueur” c’è un fiorire di commenti scritti che in vario modo sono disponibili per i clineti.
Qui si materializzano sotto forma di fascette col logo della libreria. La cosa interessante, per me, è che oltre a sembrare ben scritti e non ridotti a slogan tratti dai comunicati stampa, sono scritti a mano, e inoltre con una calligrafia molto francese, un po’ incerta, teneramente tesa alla leggibilità. Questo da un’aria un po’ da dilettante, da amante della materia, che a me è molto piaciuta.
Mi sono chiesto se li conservino, se li archivino, se li discutino. Ma sono timido, non ho chiesto.

Gita a Parigi, 31.10.09: 104, libreria Le merle moqueur. 1 Gita a Parigi, 31.10.09: 104, libreria Le merle moqueur. 2 Gita a Parigi, 31.10.09: 104, libreria Le merle moqueur. 3 Gita a Parigi, 31.10.09: 104, libreria Le merle moqueur. 4 Gita a Parigi, 31.10.09: 104, libreria Le merle moqueur. 5 Gita a Parigi, 31.10.09: 104, libreria Le merle moqueur. 6

Il 104 è un posto divertente, come quasi sempre nei posti nuovi, per me, per far foto. E anche qui, nei bagni, si conferma l’ossessione comunicativa della Francia sull’influenza A, anche riprendendo echi grafici e retorici un po’ spaventosamente bellici (un po’ “Taci! Il nemico ti scolta”)

Gita a Parigi, 31.10.09: dentro al 104 (104, rue d’Aubervillers). 2Gita a Parigi, 31.10.09: dentro al 104 (104, rue d’Aubervillers). 1Gita a Parigi, 31.10.09: dentro al 104 (104, rue d’Aubervillers). 3Gita a Parigi, 31.10.09: dentro al 104 (104, rue d’Aubervillers). 4

Usciti da lì abbiamo fatto un giro nei pressi, andando verso il Metro; in un cortile abbiamo visto un bellissimo garage multipiano. In un cortile anonimo, lungo una strada -della quale non ricordo il nome, sembra dimenticato. Ci è molto piaciuto il disegno a nastro degli infissi, parcellizzati nell’ordito molto disegnato dei quadrati e dei rettangoli organizzati a fascia, la piccola pensilina sulla destra, l’emergere in alto del soffitto curvo che fa immaginare il nastro ascendente della pista per le auto. Non siamo potuti entrare, mal visti da una signora e un signore che stavano sulla destra. Chi l’ha disegnato? Come ci è arrivato lì? Chissà. Resta una specie di pacata apparizione, che mantiene ancora il coraggio del gesto di quando fu costruito. Speriamo rimanga. Ma arriverà presto il giorno della ristrutturazione, e gli infissi di legno saranno sostituiti da orridi infissi a nastro di alluminio nero, magari con i terribili vetri specchianti. Speriamo di no. Nel caso, preferirei non vederlo.

Gita a Parigi, 31.10.09: andando verso il 104, garage multipiano.</a

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