Non starò a raccontarvi delle storie

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La vittoria di Berlusconi

Ogni voto in più oltre il suo è già una vittoria.

Berlusconi, due figlie, un figlio

Il fatto è che malgrado siano quindicianni che vivo in un Paese che permette la presenza e il potere di una persona come il nostro Presidente del Consiglio, di fondo, la cosa, continua ad essermi incomprensibile.

Mi rendo conto che non so andare oltre l’approccio irrazionale di pensare che Berlusconi sia votato per rispecchiamento, perché incarna i valori che appartengono al suo corpo votante, ma questo si risolve in un disprezzo profondo per chi pensi che l’abuso, il mito del successo, la sopraffazione e la prepotenza, il disprezzo dell’istruzione, la misoginia, siano valori positivi.
Ma si può disprezzare il 40 % della popolazione adulta del Paese in cui si abita? Si può pensare che sono tutti cattivi? O stupidi?

Forse sì, ma nel privato, silenziosamente, e ritraendosi.

Ora però, che pure se minuscola questa finestra mi pone in una posizione pubblica, il mio silenzio e la mia incapacità di comprendere diventano, ai miei occhi, un problema.
A me pare che ogni, per quanto microscopica, posizione pubblica sia una posizione politica, in sè.

Per questo che il mio silenzio sulla politica qui mi sembra inadeguato.
Nell’altro blog, quello su cui mi occupo di libri, sono più a mio agio, lì mi sembra di fare il mio lavoro.
Nei libri che ho scritto i personaggi sembrano muoversi in una sorta di vuoto pneumatico politicamente, ma quella è una forma forte, e l’assenza della politica è uno degli aspetti del loro essere politici.

Ma qui?

Non so se sarò capace di parlarne, ma volevo segnalare almeno il mio disagio.

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