Non starò a raccontarvi delle storie

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la vita e l’amore

A dicembre siamo stati a Bruxelles; c’eravamo già stati e c’era molto piaciuta, da Torino costa poco, e le colazioni da Charli valgono il viaggio.

A Bruxelles c’è un mercato di cose usate, in Place du Jeu de Balle, che molto ci piace.

Rovistando rovistando ho trovato un piccolo quadernino; fasciato con della stoffa a fiori, legato con qualche filo colorato, sembrava una cosa fatta in casa, con neanche grandissima perizia.

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Sotto un fiore azzurro pressato a seccare, nella prima pagina, scritto a mano con la penna stilografica, sottolineato da una doppia riga tirata col rghello, il titolo: La Vie / et / l’Amour e in un angolo a destra una sigla: JB

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É una raccolta di frasi, in francese, molte consuete, altre più rare, nel complesso un’idea vagamente romantica dell’amore, innervato su un triste senso di ineluttabilità del ruolo della donna, in attesa, in contemplazione, in retorica fierezza.

Il tutto è un po’ triste; dopo 17 pagine e 92 citazioni (tutte scritte dalla stessa mano e dalla stessa penna, in modo molto uniforme che fa pensare siano state scritte tutte in una volta, forse copiando una raccolta già esistente, con un lavoro metodico e continuo), a pagina 18 la scrittura cambia un poco, forse anche la penna, cambia l’inchiostro, e subito il quaderno si interrompe.

Chissà se fu compilato per sé, o per un regalo mai portato a termine, o forse una bella copia di una versione precedente, che raccoglieva le citazioni via via che venivano trovate.

Fra l’ultima pagina e la copertina una fotografia in banco e nero di una ragazza, dall’aria tonda e dai tratti leggermente maschili, un vestito che un po’ la infagotta, giusto un piccolo colletto plissettato bianco che ruscella dalle spalle, un filo sottile al collo, l’attaccatura della spalla destra leggermente scoperta, una treccia un po’ lassa trattiene la gran massa di capelli e lo sguardo, stranamente in ombra, è furbo, sfuggente, quasi canzonatorio.

Insieme alla foto una piccola bustina, qualche fiore e due biglietti: “[traduco] Mattino della mia operazione / Mia adorabile piccola cara, sono coraggiosa / e penso a te / Dolci baci / La Tua Mamma che ti adora”, scritto a mano su un frammento di un foglio più grande; su un piccolo cartoncino a stampa, con disegno di un mazzolino di myosotis e l’augurio “Bonne Année” leggiamo: “[traduco] e i migliori auguri di / felicità alla mia grande / cara La Tua Mamy […]”; a sinistra la data: “1-1-1942”

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[3] “Sapere tutto, sarebbe perdonare tutto“

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[10] “I sogni di felicità sono un grande ostacolo alla felicità vera, a meno di sognare d’essere felici“

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[28] “Il ritorno fa amare l’addio”

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[35] “La vita è un deserto, l’uomo il cammello!”

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[44] “Quando si ha troppo sofferto nell’attesa della felicità, se arriva, è così scolorita che è niente più che una delusione”

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[60] “L’amore si perde come la religione, sondandone il mistero”

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[73] “L’amore che muore delle sue ferite era già malato prima di riceverle”

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[77] “L’amore è un nido dove due bambini sorridono. / Le braccia intrecciate e mano nella mano. / Sempre, quasi sempre, / insieme si svegliano. / L’uno si chiama Amore e l’altro / Dolore”

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[86] “L’amore è: / non so cosa, che viene da non so dove, e che finisce non so come”

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[94] “Se il minuto che suona è dolce al tuo cuore / non parlare a nessuno della tua felicità”

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