Non starò a raccontarvi delle storie

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la primavera, la neve, il tablet

Ieri il giardino sembrava finalmente muoversi. La seconda metà del febbraio per il nostro giardino è il periodo più brutto. È immobile, e tutto è marrone. Ci sono giusto i bossi a fare un po’ di verde, e il muschio, che sotto la neve sostituisce l’erba. Se no è un giardino tutto di piante a foglie caduche, e di erbacee, che diventano grandi nei mesi caldi e spariscono col freddo. Tutti gli anni ci diciamo che dovremmo tagliare via tutto il secco prima della neve, ma raramente lo facciamo, così quando la neve si scioglie ci sono anche rami e foglie morte tutte spiaccicate al suolo, insomma, non si vede l’ora che arrivi primavera a rimettere le cose a posto.

E ieri era così, le zone in ombra, quando mi sono alzato, erano ancora gelate, ma ciò nonostante si vedevano i primi segni: sono fiorite le lonicere -non so il nome completo, mio marito lo saprebbe ma è via a fare giardini-, sono come dei caprifogli, ma coi fiori più piccoli, molto profumati, di miele e di limone; sono anche fioriti un po’ di crochi. Ne avevamo tanti i primi anni, poi i nostri nemici giurati, i grilli-talpa, se li sono mangiati -ma meglio loro dei cinghiali, che hanno arato il campo confinante a caccia di tapinanbour che io ogni mattina mi alzo col timore che abbiano compiuto scorrerie da noi, alla ricerca dei pochi bulbi superstiti.

Sinora non è successo, forse il fatto che Rumo, il piccolo cane che ogni tanto abbiamo in prestito, un giorno abbaiando moltissimo ne abbia fatti fuggire due li tiene lontani. Mi piace pensarlo.

Stanno spuntando anche i tulipani, che all’inizio vengono su velocissimi che mi pare debbano fiorire domani, invece si dovrà aspettare metà maggio, e i narcisi. Ho visto anche un giacinto.

E così ho fatto le foto, che sono qui sotto.

Poi stamattina mi sono alzato: fuori nevicava. Volevo solo tornare a letto, dopo aver guardato con timore tutti quei segni primaverili, che gelino sotto la neve. Ma ho preso il motorino e sono sceso in paese a comprare i giornali.

Quando mi sono comprato l’IPad mi sono molto chiesto se poi un giorno avrei letto i giornali lì.

Direi che trovare logico andare in motorino in paese mentre nevica per comprarli in versione cartacea sia una buona risposta. Sin che si esisteranno ancora, me li comprerò di carta.
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