Non starò a raccontarvi delle storie

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LA POSTA DEL CUORE, di Eleonora Guerini. 7: 1/2

La posta del cuore, prova, 6

La posta del cuore, di Eleonora Guerini
7.: 1/2

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Cara Posta del Cuore,

ci credi all’amore istantaneo? Non parlo di amore improvviso, di colpo di fulmine che ti centra
su due piedi e che può poi dare inizio a una storia qualsiasi lunga o corta. Parlo di amore
istantaneo: che nasce, vive e muore in un attimo. Completo, finito, in mezzo minuto.

Tornavo a casa dopo un anno lontano, tra persone che sapevo di aver ferito e persone che
speravo di non ferire mai. Guardavo fuori dal finestrino del pullman che mi stava portando
all’aeroporto, con il mio zainetto e un borsone e basta.

Sono sempre stata brava a organizzarmi e quella volta avevo fatto in modo di rimanere
quasi senza niente prima di ripartire. Per un anno avevo consumato i miei averi per viaggiare
leggera, e invece ero pesante dentro.
Guardavo fuori dal finestrino mentre eravamo fermi a una fermata: ancora un’ora
dall’aeroporto, ancora quattro dal volo, ancora sei o sette da casa. Le mie ultime ore da sola.
C’era gente che caricava i suoi bagagli e saliva. Cercavo di pensare a tutto ciò che lasciavo,
a tutto ciò che poteva andare storto, per stare male e sfogarmi, invece di galleggiare tra una
casa e l’altra, tra una vita e l’altra. Forse più bagagli mi avrebbero aiutata a tenermi giù, e
invece. Cercavo di stare male, e invece.

Dall’altra parte della strada c’era la fermata per andare nella direzione opposta.
C’era un ragazzo seduto ad aspettare, con il cappellino da baseball e la giacca di jeans
fuori moda. Ho pensato: è un ragazzo dell’Est. Buttava per terra briciole del suo panino,
ai passerotti. Ho pensato: che carino.

Lui buttava briciole, i passerotti erano tutti allegri, saltellavano sul marciapiede, si spostavano da qui a là con un battito d’ali. Erano cinque, sei.

Butta briciole e loro ci si tuffano. Butta briciole e le prendono a mezz’aria. Trattiene per un
attimo una briciola… e un passerotto gliela prende dalla mano, sbattendo le ali veloce.
È stata una delle cose più meravigliose che abbia mai visto, e devo aver fatto una faccia
da bambina felice, e lui deve avermi vista perché mi ha sorriso. E ha smesso di buttare
briciole ai suoi passerotti addomesticati. E il pullman è ripartito, e io sono tornata a casa.
Addomesticata.

La mia storia con il ragazzo dell’Est è andata così. Mezzo minuto ed è finita, ma mi ha
lasciato un segno. Cercavo di stare male, e invece sono stata bene. E sono sicura che sia
stato amore.
Tu che ne pensi?

Bye Bye Birdie


posta del cuore 7 84

Cara Birdie,

che come un organizzatissimo uccello migratore voli di città in casa, di aeroporto in pullman, senza nessun altro bisogno che non siano quelle coordinate che così bene hai fatto tue, io certo non posso che credere ciecamente all’amore.

Di ogni genere, durata, intensità, velleità. Certo poi, fare i distinguo mi sembra il minimo. Ma non perché un amore che dura una vita abbia più valore di uno che dura il tempo che l’autobus carica i bagagli. Ma perché il loro senso è profondamente diverso.

L’amore di una relazione implica l’entrare in contatto con l’altro e quel faticoso percorso che è fatto di passi avantieindietroeametà, di compromessi che fan scontenti tutti ma che valgono il valore che ha lo scambio, il vedere l’altro oltre al sé, che è comunque un modo per essere contenti nella scontentezza del non avere tutto come si vorrebbe.

È guardare come muta la relazione nel mutare degli eventi e dell’animo umano, sempre che – sperabilmente – esso muti nell’arco di una vita. È zoppicare, sostenersi, sedersi affranti sul bordo della strada, riprendere il cammino. Ora credo non sia difficile capire come tutto questo non abbia niente a che fare con quello che hai vissuto tu. Ma non certo per la durata. Piuttosto per la mancanza di quello scambio condiviso e mutante che caratterizza il rapporto.

Così mi sembra meraviglioso quel che tu sei riuscita a provare nel guardare un ragazzo che nutriva dei passerotti. E che così facendo ha nutrito anche un po’ te, che tornavi a casa magari sperando che qualcuno si volesse prendere cura così come stava facendo lui. Anch’io son sicura che sia stato amore. Un bagliore di amore, il tuo, verso te stessa. Che dopo tanto girare e cercare di liberarti da zavorre, e forse facendo ciò ti appesantivi l’anima, hai raccolto le poche cose di cui ancora non ti eri liberata e tornavi. Addomesticata. Stando bene nonostante lo sforzo di stare male. Felice, anche se forse non lo sapevi, di farlo.

Ad accompagnare questo ritorno e il tuo amore fintofugace un vino d’altri tempi, mediterraneo e consolatorio nelle sue nuance calde e avvolgenti. Il Primitivo Old Vines 2008 di Morella, da vigne molto vecchie, racconta di una tradizione che lega all’origine di sé e insieme di un desiderio di guardare avanti, interpretando – e mai dimenticando – in chiave contemporanea ciò che viene dal proprio passato. Profumi ampi e complessi dove i frutti neri si mescolano alle spezie e alla macchia mediterranea, per una bocca rotonda e grintosa allo stesso tempo, ricca e profonda.

Eleonora

La posta del cuore, di Eleonora Guerini
7.: 1/2

La posta del cuore, prova, 6

(Problemi sentimentali? Dubbi del cuore? Interrogativi amorosi?

Eleonora Guerini, con La posta del cuore, vi aiuta a chiarirvi le idee.

E a berci su.

Perché Eleonora Guerini, che è critica enogastronomica e curatrice della Guida dei vini del Gambero Rosso, sa, che ogni sentimento ha la sua bottiglia.

Affidate a La posta del cuore le vostre incertezza della passione, gli slittamenti del desiderio, le sorprendenti vie dei vostri affetti.
Conoscitrice dell’animo umano, e dei suoi modi di raccontarsi, come dei vini più rari, Eleonora Guerini vi suggerirà risposte che non speravate di poter avere, e soprattutto: il giusto abbinamento).

Scrivete a La posta del cuore, presso lapostadelcuorediEG [ chiocciola ] gmail.com

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