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Jonathan Franzen / Freedom / Charlotte Strick

Cartoline da nyc. 9

Cover parade. 7

Jonathan Franzen, Freedom; jacket design di Charlotte Strick

Jonathan Franzen / Freedom / Charlotte Strick. Copertina (part.)

Forse ricorderete che Freedom, Libertà, uscì in Italia da Einaudi, nei “Supercoralli” (nella versione di Silvia Pareschi). Forse ricordate la copertina, in ogni caso la trovate sul sito dell’Einaudi. Mettendole a confronto si capisce meglio come mai la versione Einaudi risultasse così brutta, sgraziata, come l’uccellino cadesse col becco in avanti. Se poi ricordate -sul sito naturalmente non si vede-, la prima di sovracoperta era così come si vede, ma s’interrompeva al dorso, e la quarta era, anche lei come il dorso, nel consueto -ma mica poi più tanto- bianco Einaudi.

Molte copertine dei Supercoralli sono un buon esempio dello iato che c’è fra la versione progettuale della copertina, e la sua realizzazione, e quindi fra ciò che si vede on-line e ciò che ci si ritrova in mano in libreria. Se avete sotto mano un Supercorallo vedrete che il dorso -come sempre di un libro cucito e coi piatti di cartone e poi avvolti in tutta tela-, è tondo; questo vuol dire che guardando la copertina da davanti, sulla sinistra il dorso sborda. Perciò quel che si vede non è l’immagine che si vede sul sito, ma quella più una riga bianca sulla sinistra; e, dato che il confezionamento dei volumi è sempre meno accurato, questa riga sale e scende dal dorso alla copertina in misure variabili. Molti supercoralli ormai hanno copertina e dorso e quarta trattate come un fondo unico in colore, e, seppure forse il fondo bianco, per i Supercoralli, resti la scelta migliore, è una buona scelta, perché evita le pericolose curve del dorso.

Perché allora Einaudi ha fatto questo pasticcio? Si volevano mantenere i caratteri bastone, immagino, che fanno riconoscibilità, ma non valeva la pena di rifare tutto? Non è che Charlotte Strick ha messo per caso uno sfondo con linee convergenti in un senso e sovrapposto il titolo inserito in un triangolo con lati convergenti in senso opposto, nè a caso ha fatto continuare l’immagine sul dorso e sulla quarta.

Insomma, da Einaudi devono risolvere ancora la dinamica fra ossequio alla tradizione (una retorica precisa) e ossequio alla moda e al talento innovativo (una retorica altrettanto precisa).

Su The Book Cover Archive, trovate una copertina di Charlotte Strick molto divertente per Varieties of Disturbance, di Lydia Davis.

Di Charlotte Strick (“Charlotte Strick is the art director of Faber & Faber, Inc. and of the paperback line at Farrar, Straus and Giroux. She is also the art editor and designer of The Paris Review. “), potete leggere un articolo sull’Atlantic. E, sul sito della The Paris Review, un suo breve intervento in vista del suo restyling della rivista, a cura di Tessaly La Force.

Sul fantastico From Your Desks, ecco la pagina dedicata a Charlotte Strick.

 

 


 

Jonathan Franzen / Freedom / Charlotte Strick. Colophon (part.)

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