Non starò a raccontarvi delle storie

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Il giardino ai primi di Marzo

Dopo la neve il nostro giardino è nel suo periodo più brutto; fatto pressoché tutto di piante erbacee o a foglie caduche, nelle prime settimane dopo il disgelo, quando non c’è neanche più la brina o la galaverna e rallegrare il tutto coi cristalli e la neve che tutto nasconde, il colore predominante è il marrone. Un po’ di grigio magari, di certe graminacee che seccando prendono dei toni argentei, ma sostanzialmente è tutto marrone.
Poi alla fine -sempre tardissimo per me che nato in Liguria ora abito in Piemonte- la temperatura si alza e le piante cominciano a muoversi. Non ci se ne accorge i primi giorni, lo sai, anno dopo anni lo impari. I rami diventano un poco più lucidi, le gemme prima ancora di esserci muovono e la superficie dei rami ha dei riflessi nuovi, anche la terra cambia colore. Per certi versi da noi questo porta a un incremento del marrone. Per la sua posizione geografica e morfologica il giardino è secco d’estate in pieno sole e umido all’ombra d’inverno. Questo fa sì che nell’autunno e poi sotto la neve prolifichi il muschio, che però poverino appena arriva il sole cimisce, prima diventando marrone, poi sfarinando. Io non so mai se sia un bene o un male, mi sembra che tutto soffochi, invece i bulbi lo perforano come Mazinga e vengono alla luce impavidi.
Da ora in poi sarà un’accelerazione incontrollabile, di settimana in settimana e poi di giorno in giorno il giardino gonfierà di colori e verdi d’ogni sfumatura e superficie, poi, si sa, tornerà un’altro inverno, la neve, coprirà tutte le cose e forse un po’ di pace tornerà.

Foto!

• Forse i primi bulbi a spuntare sono gli iris -che poi sono rizomi. Questi che si vedono qua hanno un nome, che naturalmente non ricordo, fioriscono in bianco e giallo e non sono, per capirsi, come il simbolo di Firenze, ma a stella, coi petali dritti che s’aprono verso il fuori. Sono anche un sacco ingombranti e si riproducono velocissimi. Ma fioriscono tardi, quando in giardino inizi a essere un po’ deluso che tutto è già fiorito e allora sono tanto belli.
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• Diagonale al quadrato che occupa il nostro giardino corre una roggia, un ruscello che ha acqua solo dopo lunghe piogge. Lungo le stagioni non invernali pian piano si riempie d’erbacce e quasi non si vede, ma quando a primavera l’acqua porta via tutto a me piace tanto, lo sto a ascoltare, ci faccio navigare le foglie.

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• Dolore e tristezza. Una malattia cattiva ha preso l’anno scorso ovunque i bossi, riducendoli in fantasmi scheletrici. Pare ci siano dei trattamenti, vedremo. Ho visto in tv un servizio che parlava d’altro girato a Villa Pisani a Stra -un posto meraviglioso con un labirinto di bossi straordinario: era tutto grigio, come morto.

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• Fra due pezzi di cemento fa caldino e le viole sono tanto contente. Queste son quelle di Parma, le più belle.

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• Anche di questo salice non so il nome, anche se mio marito me lo ripete mille volte, io lo chiamo il salice dalle foglie tonde -che gli altri ce le hanno dritte-. È il primo albero a muoversi, in due giorni si copre di gattini -il nome giusto credo sia amenti- giallo dorato che al sole sembrano illuminarsi.

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• Da due anni il campo attorno a casa non è più coltivato e si sta trasformando in un roveto di more. È molto triste.

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• La peonia legnosa -neanche questo sarà il modo giusto di dire, ma insomma quella non erbacea, che c’ha i rami, ha delle gemme bordeaux magnifiche.

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• Sotto il caco, protetto dal muro di cemento, qui è dove diventa verde per prima l’erba.

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• Questa lonicera l’avevamo vista al Parc Citröen a Parigi, era delle siepi altissime e bellissime. Le abbiamo estirpate l’anno scorso perché erano troppo esuberanti per il piccolo giardino: non si passava più e le abbiamo messe in vaso; quest’anno le pianteremo nell’orto. Loro brave brave hanno ugualmente fiorito. Profumano di limoni canditi, soprattutto la sera, tantissimo.

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• Fiori che cominciano, nell’ordine: un aglio e degli iris (quelli di Firenze); le bergenie; crochi; primule; un primissimo fiore di Pervinca; violette di Parma; tulipani e un primo, trionfante, narciso.

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