IL FALSO DI FALCINELLI SUGL’IDÒLA DI LATERZA (saluti da Roma). 12
In per intanto FN ci chiede di chiedere perdono per il
giallo.
La sua macchinetta funziona bene coi
colori brillanti o
a luce naturale,
ma,
col bianco illuminato
da lampade elettriche,
fa le foto gialle.
Perché il bianco della
cartoncino della copertina, leggermente
goffrato, è
molto importante.
Lo dico qua che poi mi dimentico
-ci dice il FN-
il goffrato dà una sensazione tattile
di eleganza e d’imperiturezza,
c’ha un ricordo d’antico -il bianco, in Italia, sarà sempre l’autorevolezza einaudiana; ricordiamocelo
e andiamo avanti.
La composizione della copertina
-altro in una cartolina non ci sta-
è chiara e semplice:
tre elementi sul piano:
dall’alto in basso, giustificati a sinistra:
iniziamo dal basso:
marchio della casa editrice, in rosso, (che ha mantenuto nei vari restyling quell’aurea tardo ottocentesca che sa di ghisa e di etica borghese)
seguono, in nero, distanziati da una barra di separazione, rossa: il nome della collana e il nome della casa editrice.
Più su, in corsivo bello grande, uno sull’altro slittati di poco,
nome e cognome dell’autore, preceduto da un trattino, come all’inizio di un discorso diretto.
L’autore sembra detto dal titolo.
Che troviamo sopra, composto in due font diverse:
una prima parte è un’affermazione virgolettata, in rosso, a mo’ di citazione, la seconda scritta mimando un timbro rettangolare
con cornice che rinchiude la parola, recita, di sbieco: Falso!, come bollato,
lo sbordo dell’inchiostro appena rettifilato ad essere citazione e non mimesi.
C’è una completa compenetrazione fra progetto editoriale e progetto grafico.
Sono gl’Idòla dei librini come s’usano,
di breve intervento politico,
giornalistico, di denuncia.
Dalla breve vita in mano e in libreria
che molto si basano sull’argomento del momento.
La carta corregge l’ambito differenziandosi, e, senza neanche bisogno di aprire
il libro,
ci dice che non è un pamphlet dell’ultimo minuto,
se no, non gli si sarebbe stata destinata quella carta.
Il programma della collana che si vuol veicolare è naturalmente: svelare le false credenze.
Poco importa qui, anche se è interessante come questo avvenga attraverso una seduzione di complicità,
fra chi pubblica -più ancora che fra chi scrive- e chi acquista -tu ed io sappiamo, è il sottotesto-
ma molto invece qui importa
questo salto che qui si fa
e che possiamo trovare più frequente nei libri per bambini,
fra progetto grafico che diventa sostanza del progetto editoriale.
Il testo, qui, è inessenziale. Tutto è già sulla copertina.
Un saluto
da Roma
A presto,
FN
