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IL CONDOTTIERO DI PEREC È DA VOLAND (saluti da Roma). 13

PIù Libri Più Liberi, Roma, 18

Cartolina da Voland ma, ci dice FN,
non per parlare della grafica pulita e sempre come arguta, nell’accostare
i piani
le campiture, di Alberto Lecaldano,
ma,
del fatto che,
Il condottiero,
tradotto da Ernesto Ferrero,
inedito fortunosamente riemerso
di George Perec,
esce da
Voland.
FN è tanto contento per Voland,
una casa editrice che s’inventa
collane come la
“Sirin” o la “Sirin Classica”,
non può che meritarsi elogi,
e quanto meritati questi
che faremo qui.
Voland già pubblicò
e Lecaldano ci mise, discreto, netto,
colto, lo zampino,
Tentativo di esaurimento di un luogo parigino.
Che bravi.
Anche Einaudi si fa bella di Perec
recentemente, un anno qui, un anno là.
Una volta fu Bollati Boringhieri,
prima d’esser GeMS.
Era così bello, Perec, nelle “Varianti” di Bollati.
Allora Einaudi pubblica Le cose,
mirabile intro di Canobbio, mirabile, nella collana “Pantone”,
e chi pubblica l’inedito,
quel titolo,
stiamo parlando di Perec, mica di Faletti,
che si credeva non esistere ed ora
emerge sino a noi?
Einaudi?
Naaaa.
Voland!
Viva Voland!

Un saluto
da Roma

A presto,
FN

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