Non starò a raccontarvi delle storie

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Hacca (saluti dal Salone del Libro di Torino 2011)

Salone del libro di Torino 2011, Hacca Edizioni

Il mio giro al Salone comincia bene,
Hacca a mio vedere, insieme a Isbn, minimum fax e 66thand2nd,
forma il quartetto delle case editrici italiane, fra le medie,
più belle, intelligenti, coerenti.
La cosa che mi pare le renda tali è di considere
bellezza, intelligenza e coerenza tre aspetti
sui quali si fonda il rispetto per chi comprerà i libri.
Io, come lettore e come acquirente, ringrazio.
Il programma grafico e iconologico è parte sostanziale e ineludibile
di tutti e tre i punti.
Grafico di Hacca è Maurizio Ceccato,
che, insieme alla redazione, si è inventato
delle buste.
Bianche, con scritte come timbri, condensano più evocazioni facendone sintesi.
Nell’immagine della cartolina non si vede, ma sulla destra
delle buste, che sono chiuse, è riportato un prezzo, barrato, e un altro, minore, il primo è il prezzo di copertina dei due sommati,
il secondo il prezzo dei due libri e della busta..

Le buste contengono due libri,
Che libri? Non si sa.
Non si sa, non c’è scritto, non si dice.
Libri che la frase sulla busta evoca.
Lo si saprà una volta aperta la busta.
È un gioco vecchissimo, un’astuzia da commercianti, un sotterfugio da fiera:
Hacca e Ceccato ne hanno fatto esempio di eleganza e ironia.

Un saluto,
a presto
FNlibri

P.S.
mi direte: ma allora perché nella cartolina si vedono le buste vuote?
io vi diro: non lo so, forse sono ancora un po’ indecisi se sia proprio così come ho detto, che si usino.

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