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Emiliano Audisio, i Linea 77, il vero e il falso, l’amicizia

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In casa dei miei si leggevano due quotidiani, La Stampa, e il Corriere della Sera. Erano gli anni ’70 e la lettura del giornale era un esercizio che ancora in sé portava il senso del sollievo e di riconoscenza di poterlo fare, entrambi i miei genitori essendo stati giovani durante il fascismo, ed entrambi avendolo combattuto, anche in nome della libertà di stampa. Ma non era un amore cieco. Quando io dicevo “è successo questo o quello”, loro sempre mi dicevano “cita la fonte”. Era sfibrante per un bambino, ma certo mi hanno inculcato l’idea che le notizie non sono vere in sé, sono comunicazione, e in quanto tale la loro fonte è importante quanto la stessa notizia.

Io lo capii davvero solo quando per la prima volta lessi sui giornali di una vicenda che conoscevo. Non erano in quel caso dei fatti inventati, ma non c’era niente di vero. L’unica cosa vera, oltre alla morte di mio padre, una breve notizia di ambito locale, era come i giornali volevano posizionarsi nei riguardi del pubblico rispetto a quella notizia, vera era in certi casi la malafede di chi riportava un fatto e non un altro, ricostruendo una biografia a proprio consumo. Ma non ci si poteva fare niente.

Pensandoci credo che in casa si chiedesse “cosa dice La Stampa oggi”? E non invece “cosa è successo oggi”.

Questo pensavo stamattina per capire la furia che mi è presa per una vicenda, tutta mediatica, che ha investito un mio amico a me molto caro, Emiliano.

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Emiliano, Emo, come lo chiamano i fans, ha fatto parte per 20 anni di un gruppo nato a Torino, i Linea 77. Io non sono un fan del gruppo. La musica dei Linea è così lontana da quella che sento io che non so come avvicinarmici, neanche per capire se sia bella o brutta.
Ma Emiliano è un mio amico.

Mesi fa è stato allontanato dal gruppo. Non entro nel merito della vicenda, queste cose accadono. Sono un suo amico, è ovvio che io sia più vicino a lui che ai suoi ex del gruppo, ma è anche vero che si è amici delle persone non per caso, ma per come sono.

Questo per dire che sto parlando di me, e di una persona a me cara, e di un episodio che mi ha raccontato come la comunicazione possa avere forme subdole e cattive.

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Ieri sera (giovedì 4 ottobre, verso le cinque e mezzo, secondo la cronologia di fb) sulla pagina dei Linea 77 compare questo comunicato:

“cari amici,
solo qualche mese fa, con l’ingresso di Maggio al basso, vi annunciavamo un incremento della squadra. | Purtroppo adesso vi dobbiamo comunicare l’uscita di Emiliano dalla band. | Durante la scrittura del nuovo disco sono emerse profonde e insanabili divergenze artistiche che hanno irreparabilmente deteriorato i rapporti personali, determinando una distanza incolmabile tra noi e lui. | Nei mesi passati i tentativi di recuperare la situazione sono stati tanti e tutti vani. | Queste sono le parole che ci ha chiesto di postare:

“Poco più di due mesi fa mi è stato comunicato che non avrei fatto più parte della band. Prendendo atto della situazione e rispettando la decisione degli altri, mi faccio da parte. Grazie di cuore a tutti voi, a chi, sotto il palco, in tutti questi anni mi ha sempre dimostrato affetto, entusiasmo e passione. Vi porto con me. Emiliano”

questo è quanto… adesso torniamo a lavorare sui pezzi nuovi. | a presto | L77″.

Come si diceva, senza entrare nel merito della cosa, certe cose accadono.

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Subito i/le fans commentano e dicono la loro. Dopo due ore compare un commento (il profilo dell’autrice è pressoché vuoto) che dice che Emiliano sarebbe stato allontanato dal gruppo per vicende di droga:

“ragazzi purtroppo è tutto vero | la dipendenza di Emi dalle droghe era ormai lampante (guardate le ultime interviste…) e gli episodi di qualche giorno fa hanno fatto traboccare il vaso… | Emi non era più lui, anzi, non è più lui e sfortunatamente i ragazzi non sono stati in grado di aiutarlo e sostenerlo in qualche sua “decisione” un po’ “estrema”…Hanno ritenuto che fosse meglio per lui e per il gruppo abbandonarlo… | Forza Emi, reagisci!”

Il tono è di chi sa, di chi conosce direttamente, ed è comprensivo. Ecco: un’opinione raccontata come un fatto; è quella cosa che tanto piace da qualche anno: lo storytelling. L’importante è la storia: non dare mai strumenti per capire, ma emozioni in cui credere.

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I Linea 77, almeno quelli che hanno postato il comunicato ufficiale, non intervengono; non intervengono nell’immediato, non intervengono la mattina; Emiliano non ha più da settimane l’accesso alla pagina.

Allo stupore dei commenti che seguono, l’autrice del primo cita un forum di musica metal, premettendo che il topic sembra sia stato rimosso.

Subito dopo un commento segnala che la voce dei Linea 77 su Wikipedia riporta la notizia.

Ecco. Adesso è vero. Non importa che la prima fonte se c’era non c’è più. Non importa letteralmente che la fonte non esista. Il vero ha vinto. Perché il vero, se non si cerca di mettere fra noi e le cose un diaframma, una distanza per il ragionamento, è tanto più vero quanto più assomiglia a quello che ci aspettiamo che lo sia.

Presto la notizia sparirà anche da Wikipedia, ma come si è pronti a dare credito a un’informazione solo perché è su Wikipedia, si è altrettanto pronti a pensare che se è stata eliminata è perché qualche persona cattiva vuole nascondere la verità.

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Come d’incanto le parole del comunicato ufficiale (“sono emerse profonde e insanabili divergenze artistiche che hanno irreparabilmente deteriorato i rapporti personali, determinando una distanza incolmabile tra noi e lui. | Nei mesi passati i tentativi di recuperare la situazione sono stati tanti e tutti vani”) sembrano inequivocabili nel loro sottotesto.

Una volta messo del contenuto, per quanto totalmente falso, nel vuoto, questo si riempie all’istante. E non c’è alcun motivo di dubitare, o di immaginare che la verità sia un’altra.

Le ore passano e un commento dice: “E cmq non vedo alcuna smentita da parte del gruppo”. Bingo.

Solo verso mezzogiorno del giorno dopo, sono trascorse venti ore dal primo, sulla pagina ufficiale dei Linea 77 compare un comunicato che smentisce.

Qui mi fermo. È seguito un nuovo comunicato ecc. ma questo non mi interessa qui adesso.

Il falso si è trasformato in vero, senza distanze, senza dubbi, senza pensare.

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