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Elfriede Jelinek / Roberta Cortese / Lorenzo Fontana / Teatro a corte: Sport. Una pièces. A Rivoli il 23 Luglio. Prima Nazionale

Sport. Una pièces, di Elfriede Jelinek, con Roberta Cortese, regia di Lorenzo Fontana

Per chi non avesse visto Sport. Una pièces / Primo studio, a Cosenza al Teatro dell’Acquario; per chi non avesse visto Sport. Una pièces / Secondo studio, a Torino per il Festival delle colline torinesi, la 15febbraio, mia associazione di teatro preferita, presenta:

sport. una pièces

Il loro sito è qui.
Il sito del festival è qui.
Questo blog ne ha già parlato qui e qui..

Due foto dallo spettacolo ©Paolo Santonè (part.)
e una del regista

Roberta Cortese, in Sport. Una pièces, di Elfriede Jelinek. © Paolo Santonè (part.)Roberta Cortese, in Sport. Una pièces, di Elfriede Jelinek. © Paolo Santonè (part.), 2Lorenzo Fontana

Qui sotto la presentazione dello spettacolo presa dal sito della 15febbraio:
Elfriede Jelinek si è aggiudicata il Nobel per la Letteratura nel 2004, ma la sua produzione teatrale in Italia è ancora molto poco diffusa. Soprattutto, in Italia, è ancora temuta come scrittrice ‘difficile’, non per ultimo per l’associazione immediata al suo romanzo più noto, La pianista; in questo modo continua a restare ignoto al pubblico italiano un lato completamente diverso dello ‘spirito jelinekiano’.

Lorenzo Fontana ha già affrontato il teatro della Jelinek con La regina degli elfi, tradotto e interpretato sempre da Roberta Cortese e andato in scena per la X edizione del Festival delle Colline Torinesi in coproduzione con l’Ass. Baretti, con un ottimo riscontro sia di pubblico che di critica. Fu la prima occasione per sottolineare che, accanto alla sua ben nota critica alla società – austriaca, soprattutto, ma non solo – di tempi passati e moderni, il teatro della Jelinek non manca di grande ironia, grande cinismo, perfino grande divertissement.

Ora Sport. Una pièce: pietra miliare nella produzione sia dell’autrice che della storia del teatro tedesco. Un testo in cui di nuovo non mancano momenti perfino divertenti e che d’altra parte parla, sì, di sport, ma in quanto metafora di una guerra in cui i grandi atleti sono assimilati ai grandi eroi. Nello sport, come nella guerra, la parola viene ora data ai vincitori e ai vinti, mentre sulle teste di tutti incombe l’ombra dei media come strumento di potere.

La prima assoluta (a cui ha partecipato anche Roberta Cortese) è avvenuta nel 1998 al Burgtheater di Vienna, con la regia di Einar Schleef e un impianto decisamente imponente: 142 interpreti tra attori, cantanti, comparse e bambini, 5 ore di rappresentazione per la versione breve, 7 ore per quella lunga. Un’attrice sola, invece, in questa prima versione italiana, ad esemplificazione della libertà drammaturgica offerta dalla struttura compositiva dei testi della Jelinek, ma anche ad esaltazione del lato cinico e autoironico della stessa autrice, che arriva qui fra l’altro a porsi tra i personaggi protagonisti della pièce con il ruolo di Elfi-Elettra. Lo spazio è ridotto ad una striscia bianca, un semplice muro contro il quale Roberta Cortese agisce tutto il testo e davanti al quale di volta in volta si danno il cambio i diversi personaggi.

Protagonisti del primo studio erano Elfi-Elettra / Signora / Coro, mentre in questa seconda parte prenderanno parola Giovane donna / Uomo / Vittima (in un’eco della Pentesilea di Kleist). Quelli che noi chiamiamo studi sono pensati come capitoli fruibili indipendentemente l’uno dall’altro. Sono previste altre tre parti per portare a termine il lavoro.

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