Non starò a raccontarvi delle storie

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Einaudi Stile Libero (saluti dal Salone del Libro di Torino 2011)

Salone del libro di Torino 2011, Einaudi, 1

L’Einaudi nera.
Manicheo lo stand dell’Einaudi quest’anno.
Da un lato bianco astronave
come consueto,
bianco di fuori, e bianco il salottino, vagamente pure lui
un po’ anni ’70, l’angolo salotto,
ma può darsi che io me lo inventi,
come consueto folla pressante,
e, come da Newton Compton,
spazio fra i banconi che solo due Twiggy
ci potevano passare.
Ma prima, o dopo, naturalmente,
dipende da dove si arrivi:
un grande scatolone
nero,
dalle pareti interne tutte a striscioline
viste in pianta a zigizago,
che su una faccia da una parte
se guardi dall’altra,
vedi un’immagine
(che si ricompone di strisciolina in strisciolina)
dall’altra,
ne vedi un’altra.
Mi dispiace, non ho trovato cartoline
che la riprendessero di dentro,
così ci si deve accontentare di questa mediocre spiegazione.
Ma: il tutto non era un’altra citazione
degli stand lussuosi degli anni ’70
a un’esposizione sul futuro,
bensì serviva a, nel nero, far buio per proiettare immagini dal
Jekyll & Hyde di Mattotti,
libro meraviglioso (quasi all’altezza di Fuochi),
che l’Einaudi annuncia in versione per IPad per l’autunno, se ben ricordo.
Fatto sta che c’era ‘sto stand Einaudi
ed era tutto nero.
M’ha colpito, ho preso una cartolina.

Un saluto,
a presto,
FNlibri

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