Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

Editoria / notizie / brevi. 37: Lorenzo Mattotti / iPad / Einaudi

App gratuita da Einaudi: Jekyll&Hyde di Lorenzo Mattotti

E, 8, 12.10.09

Preannunciato a Maggio da una zona nera dello stand abitualmente bianco che l’Einaudi allestisce al Salone del Libro di Torino, arriva ora negli app store l’applicazione per iPad del Jekyll&Hyde di Lorenzo Mattotti.

Su YouTube circola un app trailer un po’ bruttino, molto enfatico, dove l’uso della musica roboante e dei titoli a pioggia sono forse spiegabili con l’idea che si dovesse drammatizzare la comunicazione, per segnare il passaggio cruciale dal libro all’app. L’effetto, non smentito dall’app, è un po’ “Garbo talks!” come si titolò quando uscì il primo film sonoro dell’attrice, Anna Christie.

“2 ore di filmati | oltre 200 note di lettura | 40 bozzetti originali e inediti | 50 minuti di lettura teatrale”

Sul sito dell’Einaudi uno speciale elenca i contenuti dell’app del Jekyll&Hyde

L’app (vietata ai minori di 17 anni…) è molto bella, e insieme deludente. È un po’ il destino di chi inizia. L’entusiasmo per le possibilità che si aprono è maggiore della conoscenza che se ne ha, e il numero di problemi nuovi molto maggiore di quanto si possa sormontare in una sola volta, così c’è un po’ un pasticcio di font, un po’ di questi un po’ di quelli, c’è l’orrido sfumatino che fa tanto “vedi non siamo cartacei”, i box stondati che fanno “guarda siamo su un iPad” e così via.

Ma ci sono molti materiali interessanti, e il lavoro scelto per iniziare quella che si spera una lunga serie, è magnifico. Il libro di Mattotti e Kramsky è fra le più belle graphic novel italiane, e regge l’accumulo di materiali che l’app propone.

Dalla copertina (di immediata derivazione cartacea e con un rapporto non risolto fra la fedeltà a quella e la presenza di “bottoni”, organizzati in due diversi menu, che rimandano ai vari contenuti) si accede a sezioni diverse:

Jekyll & Hyde, il testo originale, la cui lettura si può fare sia pagina per pagina, che vignetta per vignetta (ingrandita: il grande esercito dei presbiti sentitamente ringrazia), in opzione una colonna sonora corre parallela e indipendente durante la lettura, un’altra opzione richiama ad ogni vignetta il brano del testo originale di Stevenson da cui è tratta, oltre ai bozzetti preparatori e, in certi casi, a brani di un’intervista a Mattotti.
Si può dire che questa sia un’app di interesse filologico. La logica è quella dei bonus, che comparvero nei cd e poi nei dvd e ora nei blueray: si fornisce un testo già noto e lo si contorna di materiali aggiuntivi, ormai prodotti espressamente, ma in origine frutto di ricerche d’archivio.
In scena, un collage musicato di brani del testo sovrapposto ad un montaggio di immagini, la parte più debole dell’app: le immagini che si ingrandiscono e/o rimpiccioliscono o scorrono richiamano troppo direttamente l’effetto salva-schermo, e se forse nella prima versione che se ne fece, sempre a cura di Jerry Kramsky, dal vivo, il risultato potè essere interessante, qui risulta un po’ imbrigliato in una povertà che pare tecnologica ma che forse ha ragione nella natura statica del fumetto originale.
Contributi speciali, video-intervista, bozzetti, disegni, rassegna stampa (quest’ultima una serie, un po’ imbarazzante esteticamente, di scannerizzazioni)
Lo strano caso, il testo di Robert Louis Stevenson nella versione che per Einaudi fecero Fruttero e Lucentini

(all’interno della sezione “Lorenzo Mattotti”, che comprende una “premessa dell’autore, una “biografia” e una “bibliografia”, quest’ultima è buffa: è divisa in due sezioni, “Einaudi” e “Completa”, con gesto un po’ opacamente commerciale; è interessante: non è un elenco di titoli ma una galleria di copertine (peccato non avere aggiunto un’utile funzione di riorganizzazione per titolo e/o per data); è incompleta, se ci sono tutti i titoli, di questi, per esempio per “Fuochi”, il capolavoro di Mattotti, si dà la sola edizione Einaudi e non la prima, uscita sotto la sigla della gloriosa “Dolce Vita” nel 1988)

Certo quel che ci si trova fra le mani è una derivazione di un lavoro nato cartaceo, (“questa storia è stata creata per essere letta come una storia a fumetti” dice Mattotti in un video presente nell’app) e che da quello non riesce, davvero, a distaccarsi, e questo resta un limite durante tutta la lettura (possiamo mantenere per ora il termine? perché il più corretto al momento sembra essere fruizione, per quanto comunque impreciso, ed è un po’ brutto). Ma non potrebbe essere diversamente. La bellezza delle app si dispiegherà soltanto fra qualche anno, quando chi ne sarà autore sarà abbastanza giovane da non dover tradurre da un mezzo all’altro, non pensare a come “animare” le pagine, ma saprà progettare direttamente per i tablet -o come si chiameranno-, sino ad allora l’effetto resterà un po’ quello di certi film girati in bianco e nero e poi colorati.

In definitiva: se avete amato il libro di Mattotti questa app vi farà contenti, perché vi permette di ritornare sul testo in modo diverso, con la possibilità sempre cara ai cultori, di poter fare raffronti fra primi abbozzi e realizzazione definitiva, vi godrete l’intervista-video, la lettura teatrale e magari vi rileggerete la versione che Fruttero e Lucentini fecero per la sempre rimpianta collana Scrittori tradotti da scrittori.

E in più: è gratis!
O cioè, come si diceva una volta, è materiale pubblicitario: evviva!

[youtube http://www.youtube.com/watch?v=gqvfWrUcJuo&w=640&h=360]

Notizie, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post