Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

DOMANI

Eravamo in montagna ieri e l’altro ieri, e a un certo punto ho iniziato a fare la lista delle cose che devo fare. Avevo come idea fossero tante. La regola era che fossero cose non trascurabili, non di routine, e già prese in esame e riguardo alle quali già vi fosse stata una decisione in proposito che diceva: devi fare quella tal cosa. E naturalmente che quella cosa, ancora, non fosse stata fatta. Ho cercato anche di limitare la lista alle cose che ancora credessi ragionevolmente che andassero fatte, e che non fosse già inutile pensare di farle, che non fossero ancora diventate cose non fatte. Non ho scritto cose tipo: imparare l’inglese, ma cose tipo: portare all’ecocentro la lavapiatti che è in corridoio rotta e inservibile. La lista si è fermata a 82 cose. Mi ponessi l’obbiettivo di farne almeno una al giorno, impiegherei più di due mesi per spuntarle tutte.
Rileggendo la lista ho visto che ci sono cose che devo fare non da qualche settimana, ma da anni. Mi chiedo quanta parte del mio cervello sia lì impiegata a traslocare al giorno dopo le scadenze. Mi immagino ce ne siano molte che ho dimenticato, e che questa dimenticanza sia la testimonianza che in fondo non fosse poi così necessario farle. Perciò, se l’esperienza del passato ci insegna qualcosa, ho deciso, ora che la lista è compilata, di dimenticarmene.

(ma non ci riuscirò)

Someday, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post