Non starò a raccontarvi delle storie

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cioccolata

Natale, 19

A me il Natale piace, non c’è dubbio, ma non ad ogni condizione. Natale può diventare un periodo pessimo, le famiglie riescono a dare il peggio di sè in questi giorni. Non per forza, certo, ma insomma. E’ una festa da equilibristi. Ci vuole lo stesso senso della levità e del controllo. Se funziona può essere molto bello.
Anche con le amicizie si possono far danni. Il regalino è una cosa triste e deprimente, e racchiude un senso di inutilità tangibile davvero penoso. Fare e ricevere regali è bellissimo, tanto quanto dover comprare o ricevere una stronzata di nessun interesse è deprimente.
Natale è anche una festa violenta nel suo ribadire in modo radicale i confini delle famiglie, tu sei dentro, tu sei fuori. Questo, anche quando tutto accade in pace e equilibrio, è in sè tremendo. In questo diavolo di paese cattolico poi diventa quasi superstiziosa l’esclusione dal cerchio dei legami amicali. Più facile accettare che a questo trionfo della famiglia eterosessuale partecipino componenti variamente queer, che un amico, una collega, un vicino.
Un bel po’ di anni fa, forse tredici, forse quattrodici, non riusciamo a ricostruire, invitai le persone a me care a merenda, una domenica della prima metà di dicembre, con l’idea di ripeterlo tutti gli anni. E così facciamo da allora. Con lo stesso menu ogni volta: cioccolata fusa, panna montata, mele cotte, mele al forno, vin brulè. Vietati i regali, tutt’al più dei dolci. Ma anche niente, la cioccolata basta e avanza. Quest’anno F e L hanno portato la pasta della pizza, e una volta cotta è scomparsa velocissima, dopo tutto quel dolce. Ci sono persone che vedo solo alla cioccolata, da un anno all’altro. E molte fra le persone che vengono non si frequentano che in questa occasione. E’ tutto un ciao come stai raccontami. Ogni anno aumentano i bambini. I figli di mia sorella sono grandissimi, che una volta erano piccolissimi. Quest’anno c’era L, che non era mai riuscito a venire. Ogni anno è diverso. Ci sono persone che non vengono più, amicizie che si sono sfilacciate e perse, altre nuove. Quest’anno la cosa triste era l’assenza del mio fidanzato, ma era sceso una settimana prima, e mi aveva aiutato a mettere le luci in giardino e in casa, ed ora è qui, è tornato, e io sono tanto contento.

natale, 20

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