Non starò a raccontarvi delle storie

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Book Machine, nyc 2011

Cartoline da nyc. 12

(FN è impegnato all’avvio del nuovo sito che aprirà il 5/9, e inoltre è in montagna, felicemente obbligato dalle vicende della vita a occuparsi per una settimana di tre bambini e di un cane -che naturalmente, mi dice FN, non possono stare in nessuna stanza se non in quella in cui lui lavora, e su nessun divano se non su quello su cui lui è seduto; ma, mi dice FN, tutto questo lo rende molto felice, anche se l’occasione che l’ha reso necessario è molto triste.

-non è che stiamo sempre in quella stanza-, mi ha detto: -oggi siamo andati al torrente a fare il bagno e abbiamo sguazzato per delle ore, ma, adesso che fuori fa freddo, leggono tutti e tre le storie di Topolino di Gottfredson, sul divano, e ai piedi del divano, il cane. Certo, i testi delle cartoline, per le quali  con tanta fatica e dedizione ho fatto le fotografie, mi sa che divverranno più stringati. Ah, mi ha detto ora che anche il cane è salito sul divano)

Book Machine

Book Machine, nyc 2011. 1

Alla McNally Jackson Books di NYC, al 52 di prince st., una libreria molto bella, molto ben organizzata, su due piani, con grandi vetrine, c’è una macchina che sembra la fotocopiatrice di Eduard Manidiforbice, piccolina e anche graziosa. E a cosa serve? A fare i libri. Un signore o una signora possono entrare nella libreria, dire buongiorno se sono gentili, e poi, dopo aver dato da mangiare alla macchina una chiavetta o un dischetto con il loro testo, un romanzo, una ricerca, un racconto, un fumetto -forse un fumetto no, beh, forse in bianco e nero-, quella fa tutti dei rumori e dopo poco, pluf, dall’altra parte escono i libri fatti con la copertina e tutto quanto.
E non solo, se tu vuoi un libro che le case editrici non vogliono più stampare perché pensano che siano troppo poche le persone che lo comprerebbero, se sai chi l’ha stampato l’ultima volta, e se qualla casa editrice ce l’ha ancora in memoria, e se quella casa editrice è daccordo, allora tu puoi dire alla macchina: -macchina, stampami quel libro, e la macchina si collega con la casa editrice, gli chiede il permesso, tu paghi i signori della libreria che pagano un po’ la casa editrice, e dopo poco, pluf, dall’altra parte esce quel libro che volevi.

Book Machine, nyc 2011. 3

(FN mi chiede di comunicarvi che tutte le “o” di questo post le ha digitate il più piccolo dei suoi bambini, da questo, FN ritiene, una certa difficoltà nell’estesione del testo; questa, devo dire, mi pare un’illazione bella e buona)

Book Machine, nyc 2011. 2

tutte le spiegazioni ben ben dette, sul sito della McNally Jackson.

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