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Aspen Magazine no.4 / Pietro Grandi

Futureworld 

di Pietro Grandi

13. Aspen Magazine no.4 – The McLuhan Issue

Quentin Fiore, “Aspen Magazine no.04 – The McLuhan Issue”Primavera 1967,  Roaring Fork Press, NYC.

Tutti i mezzi di comunicazione ci condizionano nel modo più assoluto. Sono a tal punto pervasivi nelle loro conseguenze personali, politiche, economiche, estetiche, psicologiche, morali, etiche e sociali che non lasciano integra, indenne né inalterata nessuna parte di noi. Il medium è il massaggio. Ogni comprensione del cambiamento sociale e culturale è impossibile senza una conoscenza del modo in cui i mezzi di comunicazione funzionano come ambienti. Tutti i mezzi di comunicazione sono estensioni di una qualche facoltà umana, psichica o fisica.”

(Marshall McLuhan/Quentin Fiore, Il Medium è il Massaggio, 1967)

Nel lontano inverno del 1960 nella località turistica di Aspen (Colorado), Phyllis Johnson, editore di riviste quali Women’s Wear Daily e Advertising Age, decise di creare un magazine multi-mediale, una capsula del tempo progettato da diversi artisti per presentare “l’arte come gioco”. Tra il 1965 e il 1971 furono pubblicati dieci numeri. Ogni numero era racchiuso in una scatola di cartone personalizzata che comprendeva opuscoli, registrazioni, poster, manifesti d’arte, cartoline pubblicitarie, vinili e super8. Insomma una rivista in movimento, non ancorata ad un formato rilegato ben preciso, ma un box pieno di sorprese.

Il numero 4 è stato progettato e illustrato dal graphic designer Quentin Fiore, ispirato dagli studi del teorico canadese Marshall McLuhan sulla società dei media. La scatola ci nasconde nove pezzi numerati:

1. La scatola stessa, ricoperta dai testi del libro di McLuhan/Fiore “The Medium is the Massage” e da un circuito stampato.

2. Un poster di estratti in tinta blu di alcune pagine di “The Medium is the Massage” di McLuhan/Fiore.

3. Un poster fotografico a colori scattato al Tribal Stomp nel San Francisco’s Avalon Ballroom. Sul retro alcuni saggi dedicati alla “Generazione Tv”, quali “New Mix for New Mex” di Grace Glueck, “Intervista ad Allen Cohen” di Ed Ward, “Article from Inner Space” di Dropper Ishmael.

4. Osservazioni in ordine sparso dal titolo “Diary: How to Improve the World (You Will Only Make Matters Worse)” di John Cage.

5. “The Electronics of Music”, saggio sulla musica elettronica di Faubion Bowers e Daniel Kunin.

6. Una registrazione in vinile dal titolo “A recorded sampler of elettronica music”. Sul lato A “In Memoriam of Edgar Varèse” di Mario Davidovsky, sul lato B “Horn” di Gordon Mumma.

7. Piccolo libro dal titolo “The Braille Trail” di Bob Lewis e Alfred Etter che descrive un percorso naturalistico per non vedenti.

8. “Psycles”, estratti da “The Bikeridersn”, di Danny Lyon riguardo il Chicago Outlaws motorcycles club.

9. Pubblicità di vario formato per l’Aspen Music Festival, il Sierra Club, la United Airlines, MGB autos, Remy Martin, Gordon’s cocktails , St. Raphael aperatif, Something Else Press ed un foglietto per abbonarsi ad Aspen.

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[Intento di FN è stato, da subito, quello di costruire archivi; dei fondachi di materiali che trasportassero in rete quel che la rete fa sparire: la carta. C’è una separazione radicale e mal segnata fra il cartaceo e il virtuale. In rete se si cerca la carta non la si trova, si trovano le parole che la carta portava su di sè, ma niente che ci dica dove fossero quelle parole, che aspetto avesse l’oggetto che le conteneva. Chi volesse studiare ora editoria in rete trova ben poco, se non parole, che non bastano. Questa nuova serie, Futureworld, a cura di Pietro Grandi, interpreta al meglio quell’intento che FN insegue da sempre. (N.d.D.) ]

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