Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

Artist and Computer / Pietro Grandi

Futureworld 

di Pietro Grandi

7. Artist and Computer

Ruth Leavitt, “Artist and Computer”, One Park Avenue, New York, New York 10016.:Harmony Books a division of Crown Publishers, Inc., 1976

Bisogna capire che il vantaggio della macchina (computer) non consiste tanto nelle nuove immagini possibili, ma nel nuovo spazio che questa offre all’esplorazione. Malgrado si tenti di raccontare qualcosa cinematograficamente, con il computer si sperimenta una certa incapacità nell’afferrare e presentare compiutamente la totalità dello spazio astratto che viene offerto. Come all’emergere della sintassi del film lo spazio astratto del computer si sottomette al modo di raccontare. Sono le regole dello spazio digitale – la sua trasformazione e il suo movimento – che diventano la forza trainante di un’automatica evoluzione sintattica: in questo spazio «teatrale» per ora appena intuito.

(W.Vasulka, Verso uno spazio narrativo non centrico, 1992)

“Differenti artisti usano il computer in modi differenti per produrre differenti tipi di arte.” L’artista Ruth Leavitt analizza i vari artisti che fanno arte con il computer, ognuno con una propria specificità, dalle sculture cinetiche, all’intelligenza artificiale, dalla poesia cinetica, alla pittura digitale, dalla creazione di pattern ottici, alla realizzazione di una nuova arte chiamata computer art, una relazione linguistica e artistica tra artista e computer.

Per comporre le schede di ogni artista, Leavitt domanda ad ognuno di loro: Perché sei rimasto colpito dal computer per creare arte? Quale è il ruolo del computer all’interno della tua arte? Ogni volta che crei arte con il computer hai una immagine finale in mente? Il vostro lavoro potrebbe essere fatto senza computer? Le opere d’arte a computer avranno un impatto nel futuro? e molti altri quesiti a coloro che hanno fatto la storia della computer art quali Ben Laposky, Leslie Mezei, Vera Molnar, Edward Zajec, Kenneth Knowlton, John Whitney, Herbert Franke, Charles Csuri, Manfred Mohr, Lillian Schwartz.

IMG_0013 IMG_0014 IMG_0015 IMG_0016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[Intento di FN è stato, da subito, quello di costruire archivi; dei fondachi di materiali che trasportassero in rete quel che la rete fa sparire: la carta. C’è una separazione radicale e mal segnata fra il cartaceo e il virtuale. In rete se si cerca la carta non la si trova, si trovano le parole che la carta portava su di sè, ma niente che ci dica dove fossero quelle parole, che aspetto avesse l’oggetto che le conteneva. Chi volesse studiare ora editoria in rete trova ben poco, se non parole, che non bastano. Questa nuova serie, Futureworld, a cura di Pietro Grandi, interpreta al meglio quell’intento che FN insegue da sempre. (N.d.D.) ]

Futureworld, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post