58, la prima volta
Milo fotografa André. L’inquadratura è studiata, forse da André.
C’è però un accenno di prospettiva; la collina, il Sahon, la sponda sulla quale siamo, tutto converge fuori dalla fotografia, così come le piccole casupole di legno che attirano l’attenzione più del corpo infagottato di André. Il volto di André bruciato nella stampa risulta spento, quasi ritagliato, confronto al tronco dell’albero spoglio alla nostra sinistra, lucido e scomposto. I revers del montgomery sembrano quasi vezzosi, ma sono un lampo, le mani in tasca sono in attesa, il sorriso è una virgola, forse negli occhi c’è un sorriso infantile, il primo segno che quei giorni sono il preludio di altri, non la stanca fine di quelli passati. La didascalia di Milo, lussureggiante di puntini è come muta: della facezia prende le forme ma è pianamente informativa.
Eravamo nervosi -Era la prima volta.
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