Non starò a raccontarvi delle storie

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35, sospesi

FN_Summer_love_2Settima pagina dell’album dei ricordi del bruno e del biondo. In alto, in evidenza, il titolo della pagina, con le indicazioni di luogo e di tempo: “Voyage à Frankfurt | mars 1952”.

 

Marzo; è strano che si interrompa l’ordine cronologico: la pagina precedente non è datata, quella prima era datata “Juillet 1952”. S’era immaginato che si fosse ancora nell’estate del 1952, poiché l’ordine cronologico era stato rispettato sempre.

Non è però la sola particolarità della pagina: qui, per la prima volta, non ci sono fotografie scattate dal bruno o dal biondo. La pagina è occupata da cinque cartoline. Una sola era già comparsa sinora, sempre da Francoforte.

 

È una pagina fatta con cura, la grafia, della stessa mano delle pagine precedenti –il biondo, s’è ipotizzato- qui è più svolazzante e formale. Tradisce qua e là una certa fretta e trascuratezza, ma nel complesso c’è una maggiore attenzione e, in uno spazio in basso lasciato libero da due cartoline, c’è addirittura un ghirigoro molto elaborato a ripetere l’anno “52”, con quell’amore ironico per i travestimenti, il gusto per un’ampollosità recitata e subito oggetto di sberleffo.

 

Cambia anche la grafia della città. La prima mano, dell’autore delle didascalie delle prime due pagine, il “Je”, il bruno, scriveva “Francfort”, alla francese, qui –il biondo?- scrive “Francfürt a/ Main”, alla tedesca (anche se in alto dimentica la dieresi).

 

I due sono allora almeno non dello stesso ceppo linguistico, forse belgi entrambi, ma uno francofono, il bruno, l’altro di lingua tedesca, il biondo.

 

Oppure naturalmente potrebbero essere uno francese e uno tedesco.

Come sempre non sappiamo niente, ma possiamo raccogliere dei minuscoli indizi, e metterli uno in fila all’altro, sperare ci parlino.

 

Perché durante un viaggio a Francoforte, viaggio durante il quale si fermarono anche a Heidelberg e soggiornarono a Lorelei –una piccola cittadina sul Meno- il bruno e il biondo non fecero alcuna fotografia? Né al biondo, né al bruno e né ai luoghi?

 

Forse la macchina fotografica s’era rotta. Succede.

 

E però anche questo viaggio è testimoniato. Cinque cartoline, in una disposizione apparentemente simmetrica ma in realtà sbagliata, appiccicate sull’album qualche mese dopo aver già viaggiato altrove, essersi incontrati con le due signore, aver giocato nelle dune e fotografato i pescatori, una sera forse. Per impedire che le cartoline andassero perdute in qualche cassetto, che quel viaggio fosse un salto nella memoria.

O anche per porre una pausa al crescendo delle pagine precedenti.

Una pagina di luoghi dove si è stati, fotografati da persone sconosciute, senza nessuna persona a comparire, senza sguardi, senza sorrisi, senza tremori, senza programma, senza intenzione, senza futuro negli occhi, solo delle cartoline e la svagata speranza che un giorno ci si potrà ricordare di quando le si comprò, di quando furono appiccicate, di quando si fu in quei luoghi, cosa si fece, dov’era la macchina fotografica, forse, oppure no, sarà una scoperta.

 

Ricordi? –siamo stati lì.

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