Non starò a raccontarvi delle storie

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32, forse, la madre

FN_Summer_love_2La quarta fotografia della fila in alto della sesta pagina mi pone molti problemi interpretativi.

 

Intanto la didascalia: “Plage d’Arnhem” [Spiaggia di Arnhem]; Arnhem è una città olandese a più di due ore di automobile da Zoutelande, nell’interno. Teatro anch’essa come ogni città e paesino dell’isola di Walcheren di scontri fra forze alleate e naziste nell’autunno del 1944.

Sembrerebbe semplice. Il bruno sulla spiaggia di Arnhem.

 

Ma Arnhem è una città nell’interno e Wikipedia mi dice che lì, ad Arnhem, si affrontarono, insieme alla 1a brigata paracadutisti polacca, la 1a divisione aviotrasportata britannica, e le 9a divisione Panzer SS Hohenstaufen e 10° Frundsberg e non la 4° brigata britannica, come indicato sulla stele che compare nella fotografia (la versione inglese: “4 commando brigade | british liberation army | landed here on | 1 nov 1944 | to liberate the island”).

 

Ora, inserendo l’intero testo su Google Image troviamo il Landin Memorial Westkapelle

 

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http://en.tracesofwar.com/article/619/Landing-Memorial-Westkapelle.htm

 

La pavimentazione non corrisponde, e le steli sono due. È possibile che una non fosse inquadrata, oppure che sia stata aggiunta (il sito riporta il testo della seconda: “in memory of those of the Royal Navy and Royal marines who died off these shores on 1 st. november 1944 whilst serving with landing craft or support squadron eastern flank”).

 

La zona è stata interessata anche recentemente da grandi lavori per ovviare all’innalzamento delle acque, si sono innalzate le dighe, se ne sono costruite di nuove. Le steli quindi possono essere state spostate. Confrontando la mappa che compare accanto alla fotografia del monumento che potrebbe essere quello della fotografia dell’album ho cercato di vedere con Goolge Map Satellite, e mi sono passato decine di fotografie di Panoramio, ma senza trovarne traccia.

In ogni caso il sito che riporta la foto delle due steli dà come luogo Westkapelle, a pochi chilometri da Zoutelande, verso nord.

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Perché allora quella didascalia? Non lo so, può darsi che la spiaggia accanto alla quale sono state poste le due steli si chiami come la città dell’interno, Arnhem, ma non ne ho trovato conferma.

 

Stiamo alla soluzione più semplice: il bruno e il biondo, in occasione del loro camping a Zouteland si sono spinti sino alla cittadina vicina, poco più a nord, dove Google ci dice che esiste una stele uguale a quella fotografata dal biondo

 

Chi è la signora accanto al bruno?

Non abbiamo alcun elemento. La signora compare anche in un’altra immagine, nella stessa pagina, in compagnia di una seconda signora, questa volta col biondo.

Chi sono?

La signora di questa fotografia ha una piccola spilla e un cameo. Ma non mi aiutano.

 

Un dato noi abbiamo, che rende meno muta di quanto sia per noi questa fotografia: la mancanza di indicazione riguardo la signora. È quindi una persona della cui identità il bruno e il biondo sono certi più di loro stessi –nelle prime fotografie s’erano chiamati “Je”, “Nous”, e nelle didascalie della fase più scherzosa si erano dati dei nomi da figurine (“Pirate?”, “Le vainqueur”, “Le débarqué”…)-.

 

Il leggero disagio che il bruno esprime col corpo, che mantiene qualcosa di infantile e timido, l’espressione del volto che non tenta neanche un sorriso, il luogo che potrebbe far pensare a una commemorazione; la signora che non guarda nell’obbiettivo, il bruno che guarda il biondo in un dialogo muto nel quale per la prima volta si può leggere una richiesta di aiuto, una disperata necessità che quel dialogo di sguardi regga, resista, esista, una certa corrispondenza fra le borse sotto gli occhi dei due: si potrebbe azzardare essere la madre.

Qualcuno sono venuti a commemorare. Non ci si fotografa vicino a una stele che ricorda la morte di tanti soldati solo otto anni prima –solo otto anni prima- se non c’è un motivo personale, una perdita da rimemorare.

 

Chi è morto?

Forse il padre?

Ma tutto fa pensare che il bruno e la signora –davvero è sua madre?- siano di quei luoghi, che qui non siano per turismo -bisognerà riguardare le fotografie delle pagine precedenti, cercare di capire se il loro fosse turismo in terre ignote o ritorno in terre d’infanzia.

Un padre nell’esercito inglese è ipotesi troppo romanzesca. Ma ci furono bombardamenti, morirono civili e l’esercito belga ebbe il suo ruolo.

O il padre morì prima, e la madre –la madre?- e il figlio commemorano il momento della liberazione.

Ma quanti anni ha il bruno?

Lui, otto anni prima di questa fotografia, quanti anni aveva?

Fece il soldato?

 

È strano come non appena si esce dalla rappresentazione che la coppia del bruno e del biondo fanno di sé, gli interrogativi si moltiplichino senza fine.

 

Non sappiamo niente di loro, davvero. Eppure, il bruno e il biondo, insieme, parlando a loro stessi, raccontandosi per i giorni del domani attraverso le fotografie, sanno parlare anche a noi -con intenzione? Chissà. Ma non c’è forse, sempre, l’intenzione di parlare al mondo, ogni volta che si traccia una linea, ogni volta che non si parla a bassa voce nell’orecchio della persona amata?-.

I sentimenti, l’amore, i tremori, tutti sono stati rappresentati e raccontati e riassunti in una costruzione lenta e costante.

 

Non appena nelle fotografie appare il mondo, noi non sappiamo più nulla.

 

Ricordi? –Sì.

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