Non starò a raccontarvi delle storie

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17, la felicità

FN_Summer_love_2La terza pagina dell’album cambia ancora.

La coppia un po’ impacciata, un po’ impettita, che girava in Renania nei giorni della Pentecoste del 1951, il bruno e il biondo ritratti piccoli piccoli, o a margine dell’immagine, era una coppia che forse ancora si conosceva poco –questo attenua la mia ipotesi che a questo album altri –dispersi- lo avessero preceduto-; compariva nelle fotografie timidamente, e si faceva definire dai pronomi delle didascalie più che dalla messa in scena dei loro corpi.

Alla luce della seconda pagina la prima fotografia che li vede insieme, un autoscatto, forse il primo, sembra raccontare qualcosa di diverso dell’imbarazzo di un momento. Come indicava la didascalia, “Nous et le Main”, lì per la prima volta, sono “Noi”. Da quanto esistevano come tali? Era quello, in Renania, il loro primo viaggio insieme?

Partirono insieme, con la macchina fotografica del bruno, fecero delle fotografie dei luoghi, una fotografia a ciascuno di loro e poi, quasi a fare una sciocchezza –lo sguardo divertito del biondo, quello di circostanza del bruno- se ne fecero una insieme.

 

Dove siamo nati? –Qui.

 Nella seconda pagina, neanche un mese dopo, l’evidenza del noi non ha più necessità della didascalia, così come è sparito il “Je”; ci sono i luoghi, i corpi, gli sguardi, la sensualità e il divertimento.

Se la prima pagina erano le fotografie di un viaggio, qui le destinazioni sono tre. Incastonate in un ventaglio da bancarella di souvenir le sei fotografie della seconda pagina mettono in scena la gloria e la felicità di una coppia che si riconosce e si ama, con attenzione solenne alla scelta delle immagini, della relazione fra loro, come un lavoro di bulino che debba sfidare i decenni.

 

Ci saremo? –Sì.

Questa terza pagina, con le immagini disposte secondo una griglia diversa ancora –tre in alto, orizzontali, una grande al centro, verticale, inquadrata da quattro fotografie più piccole su due file orizzontali -in alto in verticale, in basso in orizzontale- cambia passo, ritmo, sonorità È il tempo della quotidianità, del divertimento leggero, dello scherzo e della mondanità.

Non c’è più architettura colta, o la solennità dei corpi esposti, è la pagina della gioia divertita. Anche le didascalie cambiano, qui sono titoli, e le fotografie sono vignette, la pagina è una pagina di rotocalco.

 

È questa la felicità? –Sì.

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