Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

William Beckford, Vathek

Scheda editoriale
William Beckford, Vathek, Einaudi, Torino, 1973. – XV-122 pp.
19,5×11,5 cm. – (Centopagine, 27); 1 ed.
Traduzione di Giaime Pintor
Nota introduttiva di Alberto Moravia
Brossura
Al recto della quarta anteriore: Centopagine / Collezione di narratori / diretta da Italo Calvino
Al recto della quarta posteriore: Nome della collana e titoli pubblicati
Al dorso: numero d’ordine, logo della casa editrice, autore, titolo
Responsabilità grafica non indicata [Bruno Munari]
Stampa: 14 luglio 1973, pubblicazione quindicinale
Stampatore: Officina Grafica Artigiana U. Panelli
© 1973 Giulio Einaudi editore S.p.A.
Titolo originale: Vathek

Il romanzo Vathek dello scrittore inglese William Beckford, con protagonista l’omonimo Califfo, fu pubblicato per la prima volta in lingua francese nel 1785. Due anni dopo, il testo è edito anche in inglese, a Losanna, e ancora per tutto l’Otto e Novecento a Londra dalle case editrici Ward Lock e Lawrence and Bullen.

In Italia il romanzo arriva oltre un secolo e mezzo dopo, in una prima traduzione italiana a cura di Giaime Pintor per Einaudi: il testo fu pubblicato nel 1946, all’interno della collana “Universale Einaudi”, volume 64, con introduzione di Alberto Moravia.

Nel 1966, Bompiani pubblica il racconto orientale di Beckford nella collana diretta da Ginevra Bompiani “Il pesanervi: i capolavori della letteratura fantastica”, con il titolo Vathek (e gli episodi), per la traduzione di Aldo Camerino e Roberto Savinio e la prefazione di Salvatore Rosati.

La versione Einaudi tradotta da Pintor viene riproposta, poi, nel 1973, all’interno della collana “Centopagine”, diretta da Calvino, sempre con introduzione di Moravia. L’anno seguente, Vathek è pubblicato a Milano, dal Club degli editori, e inserito nella collezione “Il laccio nero”. Ma la fortuna degli anni Settanta continua con l’editore parmense Franco Maria Ricci, ideatore della collana “La biblioteca di Babele”, diretta da Borges, che cura le introduzioni dei volumi: Vathek è il titolo numero 10 della collana, pubblicato nel 1978, nella versione tradotta da Aldo Camerino.

Nel 1989, ad appena sei anni dalla fondazione della collana dalle copertine in carta zucchero, il testo viene pubblicato da Einaudi come trentesimo volume della raccolta “Scrittori tradotti da scrittori”, sempre nella traduzione di Pintor, ma con postfazione di Malcolm Skey. L’anno successivo, nel 1990, Mondadori pubblica per la prima volta il testo, riproponendo la versione curata da Jorge Luis Borges all’interno della collana “Oscar. La biblioteca di Babele”.

Mentre nel 1992, la casa editrice Ricci ripubblica il testo con postfazione di Salvatore Rosati, la stessa edizione con traduzione di Camerino viene pubblicata anche dal gruppo editoriale Fabbri-Bompiani-Sonzogno, nel 1991, parte della collana “Tascabili Bompiani”.

Due sono le edizioni del 1996: la prima, a cura di Newton Compton per la collana “I Mammut”, serie “I grandi romanzi dell’orrore”, traduzione di Gianni Pilo e la seconda per la casa editrice veneziana Marsilio, che pubblica il libro con titolo Vathek: racconto arabo, nella collezione “I fiori blu”, con testo originale a fronte e traduzione di Giovanni Paoletti e introduzione di Francesco Orlando.

Il romanzo scompare dalle pubblicazioni sia Mondadori che Einaudi, che ne inaugurò la traduzione italiana. Bompiani torna a pubblicare il testo, nella collana “I grandi tascabili”, nel 2003. Ma tra le ultime edizioni del romanzo, c’è sempre la versione Newton Compton de “I Mammut”, pubblicata nel 2016: Beckfort è stato inserito dalla casa editrice tra i grandi autori della letteratura horror, assieme a Stevenson, Lovecraft e Stoker. [Marta Occhipinti]

Centopagine Einaudi, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post