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US: The Paperback Magazine / Pietro Grandi

Futureworld 

di Pietro Grandi

22. US: The Paperback Magazine Vol. #1 #2 #3

Richard Goldstein, “US: The Paperback Magazine Vol. #1 #2 #3”, Bantam Books, 1969-1970

Oggi la parola scritta non risponde più al bisogno dell’informazione totale. È stata inghiottita dall’immagine.

(Marshall McLuhan)

Notizie “da divorare”, come scritto nella quarta di copertina del primo numero. Un progetto sperimentale sotterraneo, un libro tascabile, ma anche una rivista, curata dal giornalista Richard Goldstein e dagli art director Bill Skurski e John Gerbino. US è come fare zapping tra le pagine di un piccolo libro dalla vita propria. Tre uscite, dal giugno 1969 al maggio 1970: un mix eclettico e visivo di ritagli di giornale e tipografia pop-psichedelica. Veniamo immersi nel mosaico della generazione della controcultura americana da un flipbook di un soldato che carica un fucile.

Tra citazioni e poesie in versi liberi da Ed Sanders a Jim Morrison ma anche fumetti di Robert Crumb e Victor Moscoso, US si articola in brevi racconti: dal Living Theatre a Timothy Learly, passando per Jack Kerouac. Un potente miscuglio di arte e narrativa che rischia di scoppiarvi tra le mani. D’altronde l’ultimo numero metteva in allerta i lettori: “ATTENZIONE: Il possesso di questo numero può costituire la prova di una cospirazione con intento di rivolta.”

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[Intento di FN è stato, da subito, quello di costruire archivi; dei fondachi di materiali che trasportassero in rete quel che la rete fa sparire: la carta. C’è una separazione radicale e mal segnata fra il cartaceo e il virtuale. In rete se si cerca la carta non la si trova, si trovano le parole che la carta portava su di sè, ma niente che ci dica dove fossero quelle parole, che aspetto avesse l’oggetto che le conteneva. Chi volesse studiare ora editoria in rete trova ben poco, se non parole, che non bastano. Questa nuova serie, Futureworld, a cura di Pietro Grandi, interpreta al meglio quell’intento che FN insegue da sempre. (N.d.D.) ]

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