Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

Tulane Drama Review, Vol.11, Number 1 (T33) Fall 1966 / Pietro Grandi

Futureworld 

di Pietro Grandi

39. Tulane Drama Review, Vol.11, Number 1 (T33) Fall 1966

A.A.V.V., “Tulane Drama Review, Vol.11, Number 1 (T33) Fall 1966”.

C’era un bellissimo suono e allo stesso tempo era terribile e ancora vi era un suono di traffico e un suono visivo e …c’erano dei bambini che piangevano e poi angeli e fiori, all’interno dei fiori e c’erano cieli pieni di nuvole dove gli aerei li attraversavano e immagini di pianure. C’erano di solito dai 2 ai 5 schermi che proiettavano ciò per tutto il tempo, dove queste immagini apparivano e si dissolvevano in maniera molto sofisticata…Si andava sempre nel profondo, nei luoghi chiave dove le nuove persone potessero toccare i loro cuori, e conoscendoli, aprirli…” 

(Barbara Durkee)

Proiezioni sensibili. Suoni immersivi. Totalità. Immagini in bianco e nero a collage su carta,

rivelano “l’intermedialità”. Le pagine di questo Tulane Drama Review si aprono a vere e proprie tavole visive create dal collettivo multi-mediale USCO (the COmpany of US) fondato da Michael Callahan e Gerd Stern. Immagini di santi buddisti e onde di oscilloscopi si dipanano in connessioni su una mappa degli Stati Uniti, ricreando la loro visione sperimentale. “Fare qualcosa fuori di testa, usando la testa” questo era il loro motto e proprio uno dei giovani collaboratori, Stewart Brand, lo prese a modello, ideando una sorta di pubblicità del suo progetto futuro, Whole Earth Catalog. Appoggiata su alcuni fotogrammi di pellicola con la scritta NOW, vi è la sua celebre spilletta: “Perché non abbiamo ancora visto la fotografia dell’intero pianeta Terra?”

Voltando pagina, si diffonde sempre più la multimedialità interconnessa con il manifesto del cinema totale dal titolo “Culture: Intercom and Expanded Cinema” dell’artista visivo Stan VanDerBeek. Tra strisce in movimento di Muybridge e dome geodetici, VanDerBeek costruisce una nuova proposta di cinema. Fu proprio lui ad ispirare il critico Gene Youngblood coniando il termine “Expanded Cinema” ed ideando il “Movie-Drome”, un dome multimediale di 9,5 metri. Era un nuovo prototipo di cinema immersivo tra visioni di “Movie-Murals”, “Ethos-Cinema e “Newsreel of Dreams”. Il suo sogno era quello di stabilire una connessione tra uomo e macchina per migliorare sempre più le nuove tecnologie, ma soprattutto costruire una biblioteca di immagini in movimento, un “cinema della vita” attraverso multiproiezioni comandate da rudimentali computer tra diapositive e videotape in movimento. VanDerBeek pensava in grande, infatti avrebbe voluto costruire più movie-drome per connettere e realizzare una rete di scambio di immagini, una sorta di world wide web ma del video.

Come racconta lo stesso VanDerBeek:  “La mente è un computer, non è come un binario di una ferrovia. Funzioni dell’intelligenza umana nell’ordine di un centinaio di mille decisioni al secondo. Una immagine è ‘risolta’ dai punti del mosaico di luce. L’occhio è un mosaico di coni e bastoncelli. L’artista, entrando nell’area dei computer, sta estendendo la sua mente con uno strumento tecnicamente sensibile come lui. Un sistema di movimento astratto per la creazione di filmati e una memorizzazione delle immagini e di sistemi di recupero, aprono una porta ad un tipo di atteggiamento mentale dove l’artista-filmmaker, non è più limitato all’esecuzione della sola forma”.

IMG_0069 IMG_0070 IMG_0071 IMG_0072 IMG_0073

[Intento di FN è stato, da subito, quello di costruire archivi; dei fondachi di materiali che trasportassero in rete quel che la rete fa sparire: la carta. C’è una separazione radicale e mal segnata fra il cartaceo e il virtuale. In rete se si cerca la carta non la si trova, si trovano le parole che la carta portava su di sè, ma niente che ci dica dove fossero quelle parole, che aspetto avesse l’oggetto che le conteneva. Chi volesse studiare ora editoria in rete trova ben poco, se non parole, che non bastano. Questa nuova serie, Futureworld, a cura di Pietro Grandi, interpreta al meglio quell’intento che FN insegue da sempre. (N.d.D.) ]

Futureworld, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post