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La TEMPESTA perfetta di Bodø

sigismondi

Bodø / La tempesta perfetta

“Ma lo sai poi che io vivo a Bodø mica a Londra o Berlino, e in certa Norvegia non succede mai niente?”
Cit. dal sottoscritto conversando con il supermegadirettore maximo a Maggio, sulle perplessità di fronte di una corrispondenza dal polo nord.

Due mesi, non sono neanche riuscito a scrivere fino alla fine il secondo appuntamento di questa nostra rubrica e già mi tocca smentirmi. Perché vedete, la citazione in apertura è reale, e non fa altro che riflettere una piccola realtà di fatto.

La Norvegia è un placido paese slow life; non è che non capiti mai nulla, ma quelli che secondo uno standard più europeo si chiamerebbero avvenimenti sono da queste parti un fatto un poco più raro. Certo, è un paese parte del presente, e non fuori del mondo: anche qui abbiamo ricevuto molte minacce di terrorismo negli ultimi mesi analoghe a quelle al Canada. 
D’altro canto qui è normale pubblicare a piena pagina la foto del pescatore amatoriale che ha catturato l’halibut più grosso [1].

Due pesi e due misure, con la conseguenza come dicevo che questa volta sono stato fregato, e a differenza di illustri italiani nel mondo non posso neanche dire di essere stato frainteso.
Ecco dunque in breve il fatto di cronaca:

Ieri, 15 novembre 2014, è stata ufficialmente inaugurata Stormen, ovvero, La Tempesta.
Si tratta di un enorme progetto del comune di Bodø per creare degli spazi giudicati adeguati alle necessita culturali della città.

Stormen

Stormen è il complesso di due grandi edifici nel pieno centro cittadino, a ridosso del mare, uno dei quali ospita una nuova e grande biblioteca, l’altro un teatro e spazio per concerti con spazi variabili per un massimo di circa 950 spettatori. Gli edifici, visivamente molto eleganti nel loro minimalismo, sono il frutto di un investimento congiunto fra comune, provincia, stato e privati, dal costo totale di circa 1,2 miliardi di corone, poco più di 140 milioni di euro. I lavori sono iniziati nel settembre del 2011, dovevano concludersi a maggio del 2014, ma hanno subito 5 mesi di ritardi.

Il progetto architettonico è della londinese DRDH Architects (corrispondente da Londra aiutami tu!) [tranquillo Sigismondi, ci ha pensato il Direttore a trovare il link dei DRDH. ndd.] e sostituisce spazi utilizzati precedentemente come terminal per i bus e parcheggi.

Stormen

Di fronte ad un investimento da quasi un miliardo e mezzo di corone per cambiare il volto della città attraverso la cultura, mi piace, da semi-integrato quale sono, mettere alla luce alcuni dettagli che potrebbero sfuggire a prima vista all’occhio dei miei lettori italiani:

⁃ Un teatro al posto di un centro commerciale (questa la prima proposta per utilizzare l’area ormai 15 anni fa, ancora ricordata per il putiferio che scatenò) o parcheggi; aree pedonali e rastrelliere per bici, nonostante un vento malefico e un po’ di ghiaccio per strada (prove fotografiche nella prossima breve).
⁃ L’understatement del norvegese del Nord, tipicamente consapevole e convinto di essere culturalmente inferiore al resto del mondo a causa della suo vivere nella frontiera, trova in questo progetto una reazione di pacato orgoglio che non posso non amare.
⁃ 5 mesi di ritardo, ma il progetto fa parte di una riorganizzazione del centro per celebrare il 200o anniversario della città, a maggio del 2016. Della serie “Metropolitana di Torino per le Olimpiadi 2006”.
⁃ Soldi soldi soldi: 1,3 miliardi di corone, di cui 250 milioni presi in prestito.
⁃ Vi ho già detto che da domani avrò una moderna e funzionalissima biblioteca in pieno centro, aperta ogni giorno della settimana? :D
⁃ Il nome: Stormen cioè, la tempesta. È stato scelto da una giuria attraverso un concorso popolare. Negli ultimi anni in Norvegia è un po’ una moda chiamare con nomi connessi alla natura questi megaprogetti, e la Tempesta non si discosta da questa tradizione. Fra gli altri nomi proposti rimandi all’aurora boreale. A prevalere qui è stata la Tempesta, forse perché è più realtà che mito nella vita di un bodøværing (un abitante di Bodø). 
Mi piace però immaginare un rimando a Shakespeare, creando associazioni mentali di natura e cultura come una cosa sola nel futuro di questa città.

Segue, se il megadirettore supremo lo vorrà, un video del comune di Bodø sull’interno della Casa dei Concerti (mi piace di più la traduzione letterale di KonsertHus invece che un asettico “Spazio concerto”). [Il megadirettore volle. ndd.]

Velkommen til Stormen konserthus from Bodø kommune on Vimeo.

Ha det! / Alla prossima!

Stormen

[1] Tale record è al momento detenuto dal britannico Simon Smith, residente a Bodø, che circa 20 giorni fa ha pescato da terra un halibut atlantico del peso di 50 kg. Il giornale locale fa notare come questo ragguardevole traguardo potrebbe valere un posto nel Guinness dei primati.

sigismondi

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