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Samuel Beckett, Teste-morte; Einaudi Letteratura, 1. 1969

Samuel Beckett, Teste-morte; traduzione di Valerio Fantinel e Guido Neri; titolo originale: Têtes-mortes; Einaudi, Torino, 1969.
in coda: breve nota editoriale al testo e Indice [p. 89 e 93]
1a ed.; (Einaudi Letteratura, 1); 87 pp.; brossura; 20,5×12,5 cm.

alle pagine pari si dà il testo originale, alle pagine dispari il testo in italiano

responsabilità della traduzione indicata al frontespizio
nome della collana e numero d’ordine indicati alla copertina e al recto della guardia anteriore
titolo indicato al dorso, alla copertina, al frontespizio e alle pagine pari, in alto, giustificato a destra
responsabilità di direzione non indicata [Giulio Bollati e Paolo Fossati]
responsabilità grafica non indicata [Bruno Munari]
marchio della casa editrice presente al dorso (in colore magenta, dopo indicazione del cognome dell’autore e titolo dell’opera); al frontespizio [p. 3] (centrato, dopo autore / titolo / responsabilità della traduzione]

alla pagina dello stampatore [p. 94]: Finito di stampare in Torino il 20 dicembre 1969 / per conto della Giulio Einaudi editore s.p.a. / presso le Industrie Grafiche C. Zeppegno
al colophon [p. 2]: titolo originale Têtes-mortes // Copyright © 1958 Faber and Faber / e copyright © 1965, 1966 Les Editions de Minuit // Copyright © 1969 Giulio Einaudi editore s.p.a., Torino / In copertina un collage di Giulio Paolini

→ Nota:

“Questa edizione riproduce, a fronte della versione italiana, i testi originali dei singoli brani nella lingua in cui vennero pubblicati per la prima volta. Così, il primo testo della raccolta appare nella stesura originale inglese, pubblicata sulla rivista americana «Evergreen Review» nel 1957; tutti gli altri nella stesura francese, edita presso Les Editions de Minuit nel 1967.”

→ Indice:

p. 8: from an abandoned work / da un’opera abbandonata
p. 40: assez / basta
p. 66: imagination morte imaginez / immaginazione morta immaginate
p. 78: bing / bing
p. 89: Nota

 

Nel pieghevole allegato ai primi volumi, a seguire la presentazione della collana, si indicavano alcuni dei primi titoli, con un breve testo. Teste-morte era introdotto così: “Teste-morte raccoglie gli ultimi testi creativi di Beckett: pagine intensissime, di grande forza evocativa, visioni di luce e parola strappate al buio e al silenzio del mondo.”

Alcuni titoli di Beckett uscirono, nel corso degli anni Sessanta, da Sugar (poi SugarCo) e da Mondadori, ma Einaudi era l’editore italiano di Beckett. Alla pubblicazione di Teste-morte, Einaudi aveva già in catalogo Aspettando Godot (1956), Finale di partita (1961), una raccolta di pièces (Teatro, 1961), Murfy (1962), Poesie in inglese (1964), Come è (1965), Novelle e testi per nulla (1967).

Teste-morte fu ristampato nella stessa veste nel 1974; nel 1980 venne spostato di collana (anche se la Einaudi Letteratura era ancora aperta –avrebbe chiuso con Ver-Vert di De Pisis nel 1984) e ristampato nella Nuovi coralli, riproponendo in copertina la stessa illustrazione di Paolini, inserita nel quadrato che Huber disegnò per la collana. Poi basta.

 

 

 

 

 

 
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