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Salone del Libro 2016, ultimo giorno

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Editoria, signora mia

di Paolo Armelli

3, Chiude il Salone del Libro 2016

 

 

Si chiude oggi la XXIX edizione del Salone Internazionale del Libro di Torino. Un’edizione molto travagliata nella sua organizzazione (cambi al vertice, enormi problemi di budget ecc.), ma tutto sommato ci sarà qualche dato a confermare che anche quest’anno è andata bene.

 

Come sempre è occasione di bilanci: secondo i dati dell’AIE, nei primi mesi del 2016 cresce del +0,1% il fatturato per i libri cartacei, mentre si riduce il dato negativo nelle copie vendute (da -4% a -3,4%). Le cifre sono minime, ma ormai ci si aggrappa a tutto.

 

Nel 2015 il mercato ebook è cresciuto del 25,9% attestandosi su un fatturato di 51 milioni di euro. I titoli di carta pubblicati sono stati 62.250, quelli digitali 62.544. Un’enormità che non ci si crede.

 

Ma chi li legge? Al Salone l’affluenza sembrava alta, quelli che effettivamente giravano con libri in mano o in borsa, meno. Tanti ragazzini con in testa coroncine dei cartoni animati, però (citofonate Giunti).

 

Piero Dorfles, sulla lettura tramite e-reader: “Siamo sempre costantemente connessi, ma siamo anche in grado di connettere?”

 

Fra i big più gettonati Francesco De Gregori, Antonello Venditti, Luciano Ligabue, ma soprattutto Benji&Fede. Non è Sanremo, ma l’editoria con nomi musicali tira.

 

Ma tira soprattutto Checco Zalone (con annesso bagno di folla). Venerdì pomeriggio anche in sala stampa non si faceva che parlare di lui: tutti più che altro preoccupati perché non sapevano che diavolo scrivere.

 

File chilometriche formavano un serpentone tutto lungo il Lingotto per l’evento con Roberto Saviano e Marco D’Amore per i dieci anni di Gomorra. Chi è riuscito ad entrare ha parlato di un incontro molto emozionante.

 

Nel caso ve lo steste chiedendo con grande impellenza: “Soffre nel 2015 il settore del libro religioso, ma risulta in progressiva ripresa con la fine dell’anno: –5,2% per fatturato, +1,6% a copie”.

 

La sezione CookBook dedicata ai libri di cucina si espande sempre di più in modalità blob, c’è chi pensa che l’anno prossimo si farà un Salone Internazionale del Libro di Cucina con una piccola sezione dedicata ai libri “altri”. (Ma la cosa divertente è che ormai il mercato dei libri di cucina è saturo e non vendono più nemmeno i grandissimi nomi.)

 

Si è parlato molto dell’opera di Pistoletto che impreziosiva l’ingresso del Salone. Fatta di libri, ovviamente. Ma la sua caratteristica principale era quella di essere molto selfie-friendly e poco più.

 

Sponsor quest’anno dello Spazio Autori era un fermento per mettere a posto l’intestino.

 

Presenze fisse sono gli stand più improbabili, dal Ministero della Difesa agli inossidabili Massoni, dalla Polizia di Stato (con il claim più geniale di sempre: “Non solo chiacchiere e distintivo”) all’Haikido. Sì, arti marziali con dimostrazioni pratiche.

 

Uno dei miei incontri più interessanti di questo Salone: Saleem Haddad, autore di Ultimo giro al Guapa (e/o), consigliatissimo. Quando la letteratura è bella.

 

Ci si ostina a tollerare la presenza degli editori a pagamento. (Scusate se “ostina” denota forse uno snobismo che non coglie tutti i fenomeni del mondo libro nella sua totalità.) Si vedono slogan tipo “Pubblichiamo libri gratis”, come se quel “gratis” fosse una notizia degna di nota e non un’ovvietà (forse il gratis si riferisce al compreso degli autori).

 

Qualcuno notava la tacita guerra a colpi di titoli di Umberto Eco fra Bompiani (stand molto grande) e La Nave di Teseo (stand molto piccolo).

 

Edizione poverissima di gossip editoriale, questa. Pare che il matrimonio Mondadori-Rizzoli e i nuovi organigrammi abbiamo destabilizzato molti, ma tutto per ora tace.

 

In effetti, la sensazione generale era quella non dico di rassegnazione, ma di “anche quest’anno l’abbiamo sfangata”. Un po’ mesti un po’ resilienti.

 

C’erano presentazioni affollatissime, altre con più relatori che spettatori. Ma poiché nella vita ogni cosa ha un senso, anche le presentazioni deserte degli autori autopubblicatisi presso microeditori a pagamento avevano l’utilità di fornire sedie ai poveri girovaghi del Salone in cerca di riposo.

 

Menzione d’onore a ilLibraio.it, che quest’anno debuttava con un cartellone ricco di eventi quasi tutti degni di nota. L’incontro più bello quello con Chiara Valerio e Gianluigi Ricuperati: un brainstorming ad altissimo livello intellettuale.

Per la cronaca festa Holden quest’anno batte con grande distacco festa Minimum. Anche perché la prima era ravvivata da un parterre non indifferente: Alessandro Baricco, Oscar Farinetti di Eataly, Pietro Sermonti, ancora Ligabue, un Michael Cunningham un po’ sciupato ma con tanta voglia di ballare mentre passava, come tutti, quelle 3-4 ore in fila per prendersi da bere.

 

Silvia Vecchini, qui: “Ogni anno un freelance dice “Basta, questa è davvero l’ultima volta”, e non ci crede manco lui.”

 

Pare che l’anno prossimo il Salone del Libro vivrà una profonda rivoluzione. Non ci crede manco lui.

Editoria, signora mia

di Paolo Armelli

3, Chiude il Salone del Libro 2016

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