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Roland Barthes: LA RETORICA ANTICA. Bompiani 1972

Roland Barthes: LA RETORICA ANTICA

roland barthes

FN mostra Barthes

50 prime edizioni di Roland Barthes in mostra


a cura di Federico Novaro e Marco Mondino
grafica di Christel Martinod

 

dal catalogo della mostra
scheda n.7

La retorica antica (L’ancienne rhétorique; Éditions du Seuil, 1970)
Traduzione di Paolo Fabbri

Bompiani, i Satelliti Bompiani -13
Milano 1972
Brossura; 11 x 18,5 cm.; 126 pp.
Copertina di Bruno Munari

[La trascrizione di un seminario tenutosi a Parigi all’École Pratique des Hautes Études nel 1964-1965. Pubblicato nel 1970 in Francia in un numero speciale di “Communications” il testo riporta la retorica al centro del dibattito partendo dalle sue origini]
[Collana di saggi contemporanei di ambito umanistico. Ristampato nel 1979 per la collana “Nuovo Portico” e poi nei “Tascabili Bompiani”; il progetto prevede che ad ogni uscita al piccolo pois nero accanto al nome della collana e al grande che accoglie le indicazioni di autore e titolo, si affianchi un nuovo pois: in questa copertina della tredicesima uscita della collana sono infatti tredici]
[Fondo CDPG/Aiap Centro di Documentazione sul Progetto Grafico]

roland barthesAlla quarta di copertina:

È un fatto che, in questi ultimi decenni, i settori più avanzati Della cultura guardano, con attenzione vivissima e nuova, alla retorica antica. Liberata dai sogni eruditi e storicisti, ripensata nella sua dimensione di sistema di norme e criteri destinati alla pratica della letteratura e dell’arte, avvicinata alla luce delle moderne teorie linguistiche e semiotiche, essa ripropone, oggi, temi e motivi fondamentali: i mezzi e i procedimenti della comunicazione, il rapporto con un pubblico e una società…
E soprattutto richiama al grande filone novecentesco dell’arte come costruzione, come poiesis, come tecnica
La retorica antica costituisce, in questo quadro, un passaggio obbligato.
Nato come trascrizione di un seminario tenutosi all’École Pratique des Hautes Étude di parigi. Lo studio di Barthes ha il movimento curioso e caldo, eccitato ed eccitante del “saggio”; “risultato di questa propedeutica personale” piuttosto che elaborazione di una dottirna conclusa esso “apre” su una serie di questioni di prim’ordine.
E mentre intende chiarire “in relazione alla brusca avanzata dello strutturalismo e della semiotica letteraria, che cosa poteva dirci, oggi, l’antica retorica”. si presenta altresì come “un panorama della retorica… contemporaneamente diacronico e sistematico”.
Fino a istituire tutta una rete di connessioni e influenza tra “un sistema di risposte antiche” e una nuova, incalzante, domanda: “che ne è, oggi, del nostro linguaggio letterario?”.
[ i puntini di sospensione e i grassetti sono del testo. N. d. R.]

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