Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

16: ROBERT COOVER / La babysitter

robert  coover

Robert Coover, LA BABYSITTER. Guanda 1982. Prosa contemporanea 16.

Robert Coover, La babysitter, Milano 1982. 85 pp.; 20 cm x 12 cm; (Prosa contemporanea 16)
Titolo originale: Pricksongs & Descants
Traduzione di Bruno Armando
Brossura con bandelle
Alla copertina: Robert Cottingham, F.W., 1885.
Stampa: ottobre 1982
Stampatore: Edigraf s.n.c. S. Giuliano Milanese
Copyright by Robert Coover, 1969
© 1982 Ugo Guanda Editore S.p.A, via Daniele Manin 13, Milano
Lire: 7.500
Copia in ottimo stato.

[M. M.]

 

marchio_guanda

Alla bandella di copertina:

Un uomo entra, come ogni giorno, nell’ascensore che lo porterà al quattordicesimo piano, dov’è il suo ufficio. Una coppia di coniugi esce di casa per anda­re a una festa lasciando la babysitter con i bambini e il televisore. Un pedone viene investito mentre at­traversa al lampeggiare del verde, e giace sull’asfalto sotto un cielo capovolto. Tre situazioni – tre inizi di racconto – che rientrano nella norma dell’orizzonte urbano, o appartengono all’ordinaria anomalia della cronaca. Ma supponiamo che a scriverne sia – come nei racconti di Robert Coover riuniti in questo vo­lume – un visionario narratore postmoderno per il quale la città immaginaria, perforata da punte di fol­lia, sembra cancellare la città reale. Supponiamo che l’improbabile e l’inaspettato si sprigionino – co­me fumi dal sottosuolo metropolitano – per imporsi con la forza di leggi clandestine; o che la fantasia erotica e catastrofica di autore e personaggi lavori più velocemente del tempo a manipolare gli svilup­pi della narrazione: l’ascensore precipita; la babysit­ter è oggetto di desideri che si scontrano; il pedone travolto è lasciato sulla scena dell’incidente, prete­sto a vaneggiamenti teatrali; l’evento non è narrato in quanto tale, ma scomposto nelle sue potenziali al­ternative o rifratto in parvenze di miraggio. Come dal terminale di un computer impazzito ci giunge­ranno, dalla città di Coover, istruzioni di lettura di­scordanti; lungo percorsi labirintici saremo costan­temente riportati alla biforcazione tra il comico e il terrificante.

Il labirinto, figura del disorientamento e della sfida, che domina l’immaginazione contemporanea, da Borges a Nabokov a Calvino, è assunto nelle «finzio­ni» degli scrittori americani postcontemporanei, o postmoderni, degli anni ’60 e ’70, come cifra di un linguaggio che percorre e ripercorre se stesso. An­che nella narrativa di Robert Coover la parola entra in collisione con ciò di cui parla, producendo labi­rinti verbali senza apparente via d’uscita; ma, par­ticolarmente nei tre racconti qui scelti per presen­tarlo al pubblico italiano, la scrittura incide, in oscil­lazioni esatte, il tracciato di quel campo d’impulsi in conflitto che è la cultura americana attuale. Compli­ce o refrattario, il lettore troverà, nell’accumularsi dei segnali che gli vengono offerti, il preciso indizio di un divenire in cui egli stesso è coinvolto.

 

Marisa Bulgheroni

 

 

Alla bandella della quarta di copertina:

Robert Coover è nato nel 1932 nello Iowa. Dopo gli studi nelle università dell’indiana e di Chicago, e alcuni anni di servizio nella Marina degli Stati Uniti (1953-57), in varie università ha insegnato filosofia. Attualmente vive a Londra. Con The Origin of the Brunists (1965) ha vinto il premio Faulkner opera prima per il 1966; nel 1968 ha pubblicato The Universal Baseball Association, Inc., J. Henry Waugh, Prop.; nel 1977 il discusso e fortunato The Public Burning; nel 1980 A Political Fable; nel 1981 Charlie in the House of Rue e The Convention; nel 1982 Spanking the Maid. I tre racconti qui presentati sono tratti da Pricksongs & Descants, una sequenza di testi narrativi di straordinaria complessità strutturale, pubblicata nel 1969: questo trittico «urbano» è la prima opera di Robert Coover che viene tradotta in italiano.

 

 

 

 

Prosa contemporanea, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post