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MARGUERITE RADCLYFFE HALL, di Monasterolo / Boccaccini

Marguerite Radclyffe Hall

Queer Portraits,

di Paola Monasterolo (disegni) e Federico Boccaccini (testi)

28: Marguerite Radclyffe Hall

Radclyffe Hall

Marguerite Radclyffe Hall

Marguerite Radclyffe Hall (1880-1943) fu una scrittrice e poetessa  inglese “invertita”, come lei amava definirsi. Dopo il King’s College London  viaggiò in Germania dove conobbe una cantante di lieder, Mabel “Ladye” Battel, sposata con figli. Attesero la morte del marito di Ladye per andare a vivere insieme, poi si infatuò della cugina della sua amante e queste attesero la morte di Ladye per andare a vivere insieme.  Poiché, non solo parlava di una cosa che non esisteva, ma descriveva l’amore tra una ragazza e una donna più matura come se le due non fossero responsabili della loro perversione, il suo romanzo più famoso—Il pozzo della solitudine (1928)—fu considerato osceno e ritirato dalle librerie di tutto il Regno Unito. —È stato per molto un tempo un faro per tante giovani lesbiche.

 

[Federico Boccaccini]

 

Che c’è di Marguerite Radclyffe Hall in Italia?

Presto detto che c’è in Italia di disponibile sul mercato del nuovo: un titolo, Il pozzo della solitudine (The Well of Loneliness, 1928), in una traduzione (di Annie Lami, del 1930), a scelta sia a marchio il Corbaccio (2008), che la ristampa dal 1932 (nel ’30 era uscita sotto il marchio Casa Editrice Modernissima) e a marchio Jouvence (1997); altro non c’è. Corbaccio pubblicò, sempre con la traduzione di Anni Lami, La stirpe di Adamo, nel 1932 (Adam’s Breed, 1926), ristampato con marchio Dell’Oglio nel 1947 e nel 1980. Olga Gandolfo tradusse per Orticelli nel 1937 Il padrone di casa (The Master of the House, 1932), che fu poi ristampato nel 1947 dalle Edizion i dell’Orsa maggiore. Mimi Oliva Lentati tradusse per le Edizioni dell’Orsa Maggiore La lampada spenta nel 1946 (The Unlit Lamp, 1924) e nello stesso anno e per la stessa casa editrice Miss Ogilvy trova se stessa (Miss Ogilvy finds herself, 1934); stessa casa editrice e stessa traduttrice: La sesta beatitudine (The Sixth Beatitude, 1936) -sarà ristampato da Dell’Oglio nel 1966; Rhymes and rhytms : rime e ritmi nel 1948. Nel 1953, sotto il marchio Dell’Oglio, che aveva ristampato la versione di Lami del Pozzo nel 1950 -e che la ristamperà più volte negli anni-, compare Una vita del sabato (traduzione di Mimi Oliva Lentati, A Saturday Life, 1925). Tranne le poesie e The Forge, del 1924, tutta l’opera narrativa di Radclyffe Hall è stata tradotta; in una manciata d’anni, alle soglie della Seconda Guerra Mondiale. Poi basta. E il suo libro più famoso lo leggiamo in una traduzione che ha ormai quasi cent’anni.

 

[FN]

[i dati sono ricavati dall’incrociare di informazioni trovate sul sito del Sistema Bibliotecario Nazionale, su Wikipedia, sui siti delle case editrici, su ibs e amazon e spesso su ebay e Maremagnum, e, quand’è possibile, direttamente sulle edizioni originali]

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