Non starò a raccontarvi delle storie

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MARCEL PROUST, Senza titolo (a Reynaldo Hahn). Versione di Ezio Sinigaglia

Per Quello Strano Sig. Proust

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FN presenta

Le Matinées del Sig. Proust

(Variazioni d’autore)

a cura di Giuseppe Girimonti Greco e Ezio Sinigaglia

[Le Matinées del Sig. Proust sono un gioco, un gioco che qui comincia -su proposta di Giuseppe Girimonti Greco- e ancora non sappiamo quando finirà. Ci sarà un testo dato, di Proust, naturalmente, e delle variazioni, dei rifacimenti, delle riscritture. Testi brevi, scherzosi e ipotesi funamboliche o pacate. Ogni volta sarà chiamato un diverso interprete, che scriverà la sua. Noi, affacciati sull’arena, seguiremo il volo dei funamboli sotto la tenda]

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Senza titolo (a Reynaldo Hahn). Versione di Ezio Sinigaglia

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Senza titolo (a Reynaldo Hahn)

 

Progettino di vetrata graziosa

eseguito con mano attrovatosa.

Vedi a sinistra la Maria e la Barbara

fare il bucato, sbuffando “Che barba!”

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A destra Buninuls non ce la fa

ad aprire la polvere Legras

e Binchdinuls la mente allora acumina

e reca luce che la scena inslumina.

S’aiuta Buninuls con gamba e piede

ma la polver Legras, macché!, non cede.

La gotica colonna in due metà

taglia Binchdinuls: Binch qui Dinuls là.

Tutto questo soltanto come prova

del fatto che, col sole o colla piova,

non passa giorno senza che Buninuls

spedisca una disdedica a Binchdinuls.

 

[Petit projet de gentil vetrail / Exécuté avec beaucoup troubail / À gauche on voit Marie et Félicie / Qui font lessive et disent quelle scie. / À droite Buninuls ne peut ouvrir poudre Legras / Et Binchdinuls vient pour alumser / Buninuls s’aide de genou et de bras / Binchdinuls est par colonne gothique en deux divisé / Tout ceci pour montrer à Binchdinuls quelque jour qu’il fasse / Qu’il ne se passe pas jour sans que lui envoie petit dessindicace.]

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Nota del Traduttore

 

Le poesie di Proust sono piccole cose – piccolissime a volte – di un grande. Il traduttore non si può dimenticare del secondo termine di questo ossimoro: se non fossero opera di un grande, non gli capiterebbe mai di tradurle. Il vero rischio è dimenticarsi del primo termine e trattare queste piccole cose come se fossero cose grandi. Da parte mia mi sono accostato alle quattro che ho scelto – A Céleste, Pederastia, Paulus Potter e Senza titolo (a Reynaldo Hahn) – più come un complice o un compagno di giochi che come il discepolo o l’idolatra che sono stato nei miei giovani anni. Il movente ludico è quello prevalente, ed è la freschezza del gioco l’elemento che va conservato. Ciò non toglie che vi siano problemi tecnici da affrontare e infedeltà da consumare, come in ogni traduzione da lingua a lingua e, soprattutto, da verso a verso.

Il testo base del corpus poetico di Proust è: M.P., Poèmes, presentés et annotés par Claude Francis et Fernand Gontier, Gallimard, Paris, 1982, «Cahiers Marcel Proust», Nouvelle série, 10 (su quest’edizione si fondano le due edizioni italiane: M.P, Poesie, trad. di Franco Fortini, Torino, Einaudi, 1983 [poi 1989] e M.P., Poesie, trad. e cura di Luciana Frezza, Introduzione di Luigi De Nardis, Milano, Feltrinelli, 1993 [poi 2008]); Pédérastie, invece, si legge in: M.P., Scritti giovanili (1887-1895), ed. italiana a cura di Barbara Piqué, Milano, Mondadori, 1992, pp. 105-108 (il testo è accompagnato da una traduzione di A. Beretta Anguissola e corredato da un ricco apparato di note che ne svela tutte le implicazioni più nascoste).

 

Senza titolo (a Reynaldo Hahn). Questa è una sciocchezzuola fanciullesca, nelle parole come nel disegno. Il traduttore – credo – può prendersi molte libertà, a patto di saper restituire la freschezza divertita e sottilmente perversa del gioco tra amanti, tutto intessuto di allusioni a un linguaggio segreto, dai codici insieme misteriosi ed ingenui: pseudonimi non si sa se merovingi o cistercensi, alterazioni ortografiche, invenzioni lessicali come troubail e dessindicace. Una deliziosa scempiaggine, che richiama alla memoria certe lettere infantili scritte da Mozart, a oltre vent’anni, alla sorella Nannerl. Cose che fanno sobbalzare i critici più ottusi: possibile che un genio sia così stupido? Eh sì, è possibile: anzi, necessario.

A proposito dei due buffi pseudonimi va detto che, mentre in francese sono sempre ovviamente ossitoni, in italiano il loro accento va spostato a seconda delle esigenze metriche: ai versi 5, 7 e 9 cadrà sull’ultima sillaba, ai versi 12 e, ancor più, 15 e 16 sarà bene ritrarlo sulla penultima.

 

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Le Matinées del Sig. Proust

(Variazioni d’autore)

2 di 4: Senza titolo (a Reynaldo Hahn). Versione di Ezio Sinigaglia

1 di 4:  A Céleste. Versione di Ezio Sinigaglia

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