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PROUST E VENEZIA, di Marco Piazza

Marcel Proust, di Paola Monasterolo

QSSP#4.3: Proust e Venezia, di Marco Piazza

Venezia rappresenta un caso sui generis del rapporto di Proust con le città e con il viaggio. A differenza di Parma e Firenze, dove non si recò mai, la città veneta è stata meta di ben due visite dello scrittore, a distanza di pochi mesi l’una dall’altra, una, nel maggio 1900, in compagnia della madre (ma lì si trovavano anche Reynaldo Hahn e Marie Nordlinger), l’altra, da solo, nell’ottobre del 1900.

Se stiamo a quanto è attribuito al protagonista-narratore nella Recherche, la passione per Venezia, come per Firenze, è favorita dalla sua storia artistica: un’immagine modellata sui disegni di Tiziano e la prerogativa di ospitare la scuola di Giorgione, di essere non solo la dimora dello stesso Tiziano, ma anche il più completo museo di architettura domestica medievale.

Tramite principale di tale passione è il Ruskin dei Modern Painters e di The Stones of Venice. Ciò che distingue Venezia dalle altre mete di viaggio della Recherche è il fatto che solo nel suo caso non si assiste a quella delusione che di norma segna l’incontro con i luoghi reali. E questo perché a Venezia la figura materna può sostituirsi alle figure amate, realizzando una sorta di cortocircuito tra erotismo sublimato e localizzazione.

Del resto Venezia era già stata trasferita dal protagonista sull’amata Albertine grazie agli abiti di Fortuny che riproducono i quadri di Carpaccio: una metafora della metafora che ha forti analogie con il romanzo-cattedrale proustiano. In modo emblematico proprio a Venezia il protagonista, durante una visita al Battistero, ha un’esperienza che gli consente di ricontestualizzare alcuni elementi cardine della sua esistenza in una forma suggerita dai mosaici che vi sono contenuti. Per finire con la perdita di equilibrio su due lastre diseguali della pavimentazione del Battistero stesso, che fornisce materiale mnemonico di prim’ordine per uno dei celebri momenti della memoria involontaria contenuti nel Temps retrouvé.

Prove x QSSP (b, 3)

I tre medaglioni della serie Proust e le tre città:

Proust e le tre città, intro

Proust e la città stendhaliana

Proust e la città fiorita

Il ritratto di Proust, logo della serie, è di Paola Monasterolo

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