Non starò a raccontarvi delle storie

Menu

PROUST E LA CITTÀ FIORITA, di Marco Piazza

Marcel Proust, di Paola Monasterolo

 

QSSP#4.2: Proust e la fiorita, di Marco Piazza

Il mancato incontro di Proust con Firenze rivela il peso da lui attribuito alla passione dei nomi nell’orientare le nostre scelte. Il sogno del Narratore adolescente di visitare la città del giglio si spezza a causa della malattia che lo sorprende alla vigilia dell’agognato tour pasquale in Italia.

Avendogli il medico vietato a lungo ogni viaggio, il ragazzino non potrà verificare la fondatezza dell’immagine di Firenze come di «una città miracolosamente profumata e simile a una corolla», sorta dall’associazione tra il nome della città, il simbolo gigliato e il «Fiore» incluso nel nome della sua cattedrale.

Un’associazione determinante per lo stesso romanziere, che, come il protagonista della Recherche, per tutta la vita custodirà dentro di sé la visione del Ponte Vecchio «cosparso a profusione di giacinti e anemoni», senza poterne verificare l’attendibilità all’epoca dei suoi viaggi in Italia, nel corso dei quali evitò accuratamente Firenze temendone gli effetti sull’asma bronchiale di cui soffriva.

Così che l’onda lunga di quell’associazione per lui alla fine aveva dato «al giorno di Pasqua un che di fiorentino e a Firenze un che di pasquale».

 

Prove x QSSP (b, 2)

I tre medaglioni della serie Proust e le tre città:

Proust e le tre città, intro

Proust e la città stendhaliana

Proust e Venezia

Il ritratto di Proust, logo

della serie, è di Paola Monasterolo

Quello strano Sig. Proust, gli ultimi post.
FN, tutti gli ultimi post