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PIANISSIMO, quest’estate, quest’inverno, di Mauro Maraschi

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(Nell’estate passata, mentre gli uffici stampa un po’ si placano, partì Pianissimo. C’era più elaborazione sul futuro e sul presente dell’editoria in quel viaggio che in badilate di visioni che durante tutto l’anno si spendono e si spandono a vuoto. All’osso l’importanza stava in punto, in uno solo: ripartire da chi i libri li legge. Ma non nell’orrido modo contemporaneo che mette chi legge al centro di un gigantesco tourbillon d’intortamento facendolo credere protagonista, facendogli credere alla sua centralità come chi ti dice che sei la regina della casa e ti vende un’aspirapolvere come fosse il tuo scettro. Bisogna capire chi sono e dove stanno e cosa vogliono tutte quelle persone che vorrebbero leggere e alle quali i roboanti sistemi distributivi dei grandi marchi non arrivano -per non parlare dei flebili mezzi dei piccoli-. Per farlo, Pianissimo s’è messo in marcia. Nell’equipaggio di Pianissimo c’era anche Mauro Maraschi. FN ha chiesto a lui di fare un sunto del viaggio. Eccolo qua.)

(Il pezzo è illustrato da tre fotografie del blog di Pianissimo)


Pianissimo, quest’estate, quest’inverno, di Mauro Maraschi

Il primo dicembre riparte Pianissimo, il progetto di Filippo Nicosia che vede un furgone FIAT 900 panorama del ’76 (già ambulanza e scuolabus) attraversare la Sicilia per portare i libri laddove non ci sono. Anche stavolta, solo editoria indipendente di qualità. Rispetto al primo tour estivo, Filippo sarà affiancato solo dalla libraia Maura Romeo: io li seguirò a distanza, perché non c’ho più l’età; Serena invece c’ha un lavoro. Per chi non avesse idea di cosa sto parlando, e ammesso che voglia saperlo, faccio sette passi indietro:

 

1) Preambolo

Quando Filippo mi ha accennato al suo progetto (era il 19 aprile, al termine di una presentazione de L’orma alla libreria Scripta Manent di Roma) dietro una reazione sinceramente entusiastica covavo il solito scetticismo da palermitano: girare la Sicilia con un furgone “d’epoca” per fermarsi nelle piazze e raccontare i libri alla gente mi sembrava un’idea tanto coraggiosa quanto idealistica, nella connotazione che un chirurgo dello Hampshire può dare al termine. Ciò non toglie che un paio di tappe me le sarei fatte volentieri, per vedere le reazioni, per svagarmi, perché voglio fare tutto.

2) Precisazione

Le cose, però, hanno preso una piega inaspettata. Vuoi per l’apporto di Serena e Maura, vuoi per il sorprendente interesse dei giornali, da avventura morleyana Pianissimo si è trasformato in un evento editoriale, con una risonanza mediatica che qualsiasi ufficio stampa si venderebbe un rene. E se all’interno si è inizialmente generato un certo dualismo (da una parte, la ricerca di visibilità e l’amplificazione tramite i social network; dall’altra la natura intima di Pianissimo, che avrebbe divorato le statali, incaparbito nel suo obiettivo, a prescindere dalle interviste) l’armonia ha per lo più regnato, mentre Pianissimo sfrecciava, alla media vertiginosa di 35 km/h, verso i suoi potenziali lettori.

3) Personale

Mi sono unito a Pianissimo il 17 agosto, a Siracusa, per la presentazione di Angelo Orlando Meloni. Filippo, Serena e Maura erano in viaggio da una settimana, quindi già rodati, sinergici. Io mi aspettavo una cosa diversa (ma ci si aspetta sempre una cosa diversa). Soprattutto, non speravo in tanto dialogo con il pubblico, tanta curiosità, tante domande. Mi è bastato un giorno per capire che, se è vero che la Sicilia detiene il record negativo di vendite librarie, la causa non è l’assenza di lettori. Manca piuttosto uno stimolo alternativo al mainstream, in questo caso rappresentato dalle case editrici promosse da Pianissimo, le quali però già sopravvivono un mese nelle librerie delle città, figurarsi se arrivano in quelle dei piccoli centri.

4) Paesi

Ognuno ha risposto in un modo diverso (quasi tutti con gioia e coinvolgimento). Mi va di ricordare: Palazzolo Acreide, con il Museo dell’Informatica Funzionante, la diretta in streaming e un’accoglienza quasi famigliare; Menfi e le Cantine di Marilena Barbera, con il reading di Vittorio Bongiorno e il sottofondo della sua cigar box guitar; Scopello, con le letture di Marilena Renda, i fuochi di suo fratello Samuele e la visita delle illustratrici Margherita Barrera e Chiara Dattola, nonché dell’allure di Giulio Passerini; Partinico, con l’eccellente virgilio Gianluca Ricupati e le apparizioni libresche di Gaspare e del signor Bono; Gela e l’ospitalità insuperabile di Laura Caponetti (Finzioni magazine) e suo marito Nicola; e infine la splendida quanto per noi malinconica Taormina.

5) Persone

Filippo lo conoscevo poco: sapevo che è bravo nel suo lavoro e che scoppia di idee (è – insieme a Emanuele Kraushaar – l’organizzatore delle serate romane de “I Lettori Selvaggi”), ma non immaginavo che avesse letto tanto, che fosse un animatore inarrestabile e che bevesse dieci caffè al giorno. Maura: acuta, pragmatica e competente, mi ha ricordato che dietro un bancone da libraio l’improvvisazione ha i suoi limiti. E poi Serena, quella con la visione più lucida sul nostro lavoro, dai consigli assennati e a me utilissimi, e una sensibilità che non a tutti è concesso di apprezzare.

6) Punteggi

Più di 700 libri venduti, per una media di oltre 30 al giorno (22 le tappe) e un’entrata quotidiana media lorda di 350 €, con un’esposizione al pubblico da part-time (anche se il resto del tempo evaporava tra spostamenti, imprevisti e telefonate) sono un risultato eccellente per una libreria indipendente (se giochiamo a considerare Pianissimo come tale). Se ci fossero i presupposti farei il libraio itinerante a vita.

7) Paralipomeni

Pianissimo è stata anche un’esperienza lavorativa delucidante. Adesso mi è davvero chiaro quanto sia fondamentale il ruolo del libraio, sia nel rapporto con il pubblico che all’interno della filiera: un editore non può sottovalutarne le opinioni, perché nessuno meglio di un libraio può testimoniare cosa si vende e cosa no, quali copertine risultano mediamente attraenti e se i paratesti sono efficaci o respingenti: perché quando la cultura è anche un lavoro bisogna saper modulare il registro, ricordarsi che si può dire “raccolta di racconti” oltre che “antologia”, e che non sempre “meta-letterario”, “residuale” e “derivativo” significano qualcosa.

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Il nuovo tour durerà fino al 22 dicembre. Sul sito di Pianissimo trovate già le tappe, che stavolta sono 25. Come premesso, Filippo e Maura ripeteranno l’esperienza in un periodo climaticamente e logisticamente più arduo di quello estivo. Che un dio a loro caro gliela mandi buona.

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Mauro Maraschi (Palermo, 1978), editor per Hacca e per Caravan Edizioni, fa anche parte della redazione di Cadillac magazine.

 

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